Di cosa parla la politica Ravennate?

Siamo ad una svolta e dovremmo oggi proporre per il futuro della nostra città una strategia energetica per Ravenna, dovremmo proporre strategie energetiche per tutte le nostre città e per il nostro Paese.

In questi giorni invece stiamo leggendo sui giornali un dibattito dai toni stucchevoli tra ambientalisti e filo metanisti, un dibattito spesso ideologico, miope e senza una visione concreta di futuro per il nostro bellissimo territorio, per i lavoratori del settore dell’Oil&Gas e soprattutto dei nostri giovani.

In questo ambito non ho ancora letto una sola posizione di analisi seria e lungimirante del progetto “Ravenna” che dovrebbe essere il centro focale su cui si gioca questa strana campagna elettorale. Sgombriamo subito il tavolo dalle ambiguità, mi occupo da ormai più di 25 anni di ambiente e sostenibilità, ho deciso di candidarmi nella lista Ravenna in Campo, una lista che su questi temi è lontanissima dal mio sentire, ma una lista nella quale abbiamo compreso che confrontarsi è l’unico modo per cambiare il futuro.

Le 1000 occasioni perse dalla politica

Il PNRR potrebbe cambiare la faccia stessa dell’economia italiana

Ravenna è una città in profonda crisi industriale

Ripensare ai modelli industriali e alle strategie energetiche potrebbe essere un’occasione unica

Seguire ENI rischia di essere un suicidio

Abbiamo già perso 1,6 miliardi a causa dell’ideologia di ENI, quanti posti di lavoro si sono persi in ciò?

Strategia energetica per Ravenna o ENI?

Entrando nel merito provo a dare 2 numeri su cui è calato il silenzio: obiettivi UE al 2030 e al 2050.

Nel 2030 dovremo aver raggiunto almeno il 55% dell’abbattimento delle emissioni di CO2 rispetto al 1990, nel 2050 dovremo raggiungere la neutralità climatica (obiettivi diventati recentemente legge europea).

Siamo nel 2021 e la prossima legislatura finirà nel 2026, gli stessi anni di sviluppo del PNRR che investirà in Italia più di 200 miliardi per uscire dalla crisi e agganciare gli obiettivi di abbattimento della CO2.

Al 2030 invece mancano solo 9 anni.

Per raggiungere gli obiettivi citati dobbiamo essere 7 volte più veloci di quanto lo siamo stati fino ad oggi.

Abbiamo quindi una fretta tremenda e per non sbagliare serve mettersi tutti intorno ad un tavolo con le migliori competenze a disposizione della nostra città.

Competenze che non ci facciano perdere ad esempio quei 1,6 miliardi di euro persi nella prima tranche del PNRR a causa di posizioni ideologiche su CCS e idrogeno blu tenute da ENI. Soldi che in gran parte sarebbero potuti arrivare a Ravenna creando posti di lavoro per i giovani e salvando i posti che si rischia di perdere.

Ambiente e lavoro non sono in contrasto

Ricordo che a Ravenna hanno sede le principali aziende del comparto dell’Oil&Gas, aziende che impiegano alcune migliaia di lavoratori ed hanno un know-how fondamentale per l’economia della nostra città.

Molti, su entrambe gli steccati, dovrebbero tenerlo ben presente quando parlano di transizione ecologica. Ma le aziende del settore dovrebbero anche tener presente gli obiettivi al 2030 ed usare serietà e coraggio nel definire i loro investimenti.
Bisogna essere seri e dire che investire oggi nell’Oil&Gas senza pianificare una vera e serrata transizione vuol dire condannare quei lavoratori a non avere futuro ed i cittadini a bollette salatissime.

Un nuovo progetto in questo settore può avere un orizzonte temporale di 7-8 anni tra autorizzazioni e realizzazione. Questi progetti nel 2030 saranno in grandissima parte fuori parametri UE. Saranno cioè costretti a chiudere per non pagare multe salatissime o scaricare queste multe sui cittadini (cioè in bolletta) o richiedere sussidi statali (che pagheremo noi di nuovo), per non crollare in borsa pian piano dovranno fare politiche di “cost saving” che tradotto dall’inglese vuol dire: licenziamenti.

Ma attenzione la soluzione non è nemmeno l’ambientalismo d’assalto che ama bearsi della sua immagine di purezza. Queste aziende devono essere accompagnate verso l’innovazione sostenibile, cannoneggiarle non serve a nulla. Dobbiamo dare loro una mano a comprendere che la transizione ecologica è prima di tutto un beneficio per loro.

L’importanza di una strategia per la sostenibilità

Credo fermamente che oggi un’amministrazione come quella ravennate possa fare molto, e se sarò eletto consigliere sarà una delle mie principali prospettive di impegno, ma credo che qualunque amministrazione può fare molto se inizia a costruire strategie per lo sviluppo sostenibile condivise e di territorio.

Il comune può e deve pretendere il rispetto degli obiettivi UE, ma allo stesso tempo deve creare i presupposti affinché il tessuto imprenditoriale resti ed investa in sostenibilità ed innovazione qui ed ora.
Concretizzare il tanto discusso Polo Nazionale dell’Energia, cercare di costruire le basi affinché questo possa vedere la luce in tempi brevissimi, inserire in questo polo le imprese dell’Oil&Gas e della sostenibilità, l’università ed i migliori scienziati ed esperti che sul territorio regionale fanno da anni battaglie per la transizione ecologica potrebbe essere un primo passo per creare quel processo di riconversione industriale necessario al nostro territorio.

Uno sviluppo che può vedere in Ravenna e nell’Italia una nuova leadership industriale.

Il secondo progetto che ho in mente è candidare subito e senza indugio Ravenna per essere la sede della nuova Giga Factory Italiana per la realizzazione di batterie. Un investimento privato che supererà i 4 miliardi e potrebbe impiegare direttamente 4000 lavoratori e creare un indotto da 10.000 posti di lavoro. Un progetto ancora per poco in cerca di una sede.

Il Piemonte sta provando a portare a casa l’investimento candidando Torino insieme ad altri poli industriali in crisi come Termoli. Noi con il nostro porto ed il nostro tessuto industriali possiamo batterli, il rapporto privilegiato tra Michele De Pascale e Bonaccini può diventare un asso in mano alla nostra città.

Lancio quindi un appello al candidato sindaco Michele De Pascale e a tutti i candidati sindaci per il bene della nostra città: uniamo le forze per il nostro territorio, portiamo avanti due veri progetti che possano fare della nostra città il fulcro energetico del nostro Paese. Diveniamo il cuore dello sviluppo tecnologico della vera transizione ecologica, abbandoniamo le vecchie soluzioni che porteranno Ravenna verso la marginalità economica ed industriale.

Antonio Lazzari

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