Perché una Comunità Energetica a Ravenna?

Oggi abbiamo bisogno di dare un colpo secco ai costi energetici, in tempi brevi e con soluzioni certe.

Le famiglie sono in difficoltà, le imprese lo sono ancora di più rischiando di minare la tenuta stessa della nostra società. Ciò è ancora più grave nella nostra città legata da decenni a doppio filo ad un modello economico vecchio ed obsoleto.

Gli scienziati ci dicono che abbiamo una decina di anni per invertire la rotta, ma ci dicono anche che tra poco più di 10 anni gran parte del gas metano sarà consumato e questa fonte fossile ed inquinante sarà così scarsa che il suo prezzo sarà molto più alto di quello che stiamo conoscendo oggi a causa della guerra in Ucraina.

I dati degli scienziati sono confermati da tutti i dati forniti dai produttori di fossili (ENI in primis) che non potendo mistificare ulteriormente la realtà “giocano” facendo comunicazioni fuorvianti spesso comprensibili solo ai tecnici ed agli esperti. Ecco che quindi la verità non appare sempre così chiara e la verità è una sola: il prezzo del gas che vediamo oggi, al netto di qualche fluttuazione, crescerà nei prossimi anni in maniera costante.

Il gas sarà oggetto di ricerca spasmodica da parte di chi non sarà riuscito ad attuare una vera transizione energetica e le armi ricominceranno ad essere protagoniste in molte parti del mondo. Questa purtroppo è una facile previsione, anzi è già realtà.

I policy maker di questa città (e della gran parte delle città italiane) non sembrano rendersi conto dei gravi problemi che dovremo affrontare nei prossimi anni ed anzi rilanciano la stessa ricetta come se niente fosse. Proprio in questi giorni (28 aprile 2022) il nostro sindaco ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post sul tema energetico ponendo al centro delle sue strategie 4 obiettivi:

Un decente progetto privato (AGNES) e tre progetti semi-pubblici di cui due inutili (estrazioni, rigassificatore), mentre l’ultimo è un evidente e dannoso sperpero di risorse pubbliche senza alcuna possibilità di sviluppo tecnico (CCUS). Tre progetti su quattro che hanno il solo scopo di perpetuare l’uso del gas in maniera indefinita.

Sia chiaro è impossibile fare a meno del gas oggi, ma è rischioso investire ancora per usarlo in futuro.

Si continua ad andare cioè nella direzione sbagliata, quella direzione che ci ha portato qui. Ma d’altronde  chi ha contribuito a costruire questo disastroso modello economico non ha le capacità e le competenze per cambiare le regole del gioco. Può solo rilanciare in una pericolosa corsa verso la catastrofe economica prima ed ambientale poi.

Ecco perché crediamo che sia necessario invertire la rotta urgentemente e per farlo dobbiamo agire oggi.

Purtroppo nessuna figura a livello mondiale riesce minimamente a farsi ascoltare realmente dalla controparte politica, non pretendiamo certo di riuscirci noi nel nostro piccolo. Una parte politica che spesso si dimostra succube delle sirene dei produttori del fossile con poca voglia di studiare e approfondire.

Allora proviamo a cambiare le regole del gioco dal basso, cercando di rompere questo circolo vizioso che rischia di strozzare cittadini ed imprese.

La soluzione immediata nelle mani di noi cittadini esiste e si chiama: comunità energetiche.

Le comunità energetiche nascono in Italia nel 2019, ne abbiamo parlato in questo articolo ed in altri nel nostro sito, quindi non entreremo nei tecnicismi, proveremo invece a descriverne gli aspetti più funzionali e utilitaristici e a spiegare perché oggi questa è la soluzione principe a portata di tutti per risolvere la crisi energetica.

Una comunità energetica, o meglio la comunità energetica che vorremmo costituire a Ravenna (o in qualunque città vogliate voi lettori), dovrebbe a nostro avviso essere un ente Not For Profit, realizzato tra cittadini ed imprese per la condivisione della produzione e dei consumi di energia. Chi ha o vuole installare un impianto fotovoltaico metterà a disposizione la sua produzione in surplus, chi invece non ha un impianto beneficerà di questa energia pagando molto meno di quello che paga solitamente in bolletta.

La comunità genererà così un vantaggio economico per tutti i soci e proverà ad attivare ulteriori servizi a vantaggio dei soci e del territorio non solo in ambito energetico, ma anche in ambito sociale ed ambientale. Vogliamo cioè utilizzare i benefici della produzione locale di energia green per obiettivi concreti di miglioramento della qualità della vita.

La nostra comunità energetica (quella di Ravenna) probabilmente ed inizialmente non seguirà i percorsi “ufficiali” previsti dalla recente normativa, ma aderirà alle Comunità Solari. Questa scelta è motivata dai seguenti aspetti:

  • Il percorso è più veloce e svincolato dall’ente pubblico
  • Il nostro comune non brilla per semplificazione burocratica
  • I nostri amministratori in questi anni non hanno dimostrato, secondo noi, la giusta sensibilità ambientale
  • Nel nostro comune sono quasi assenti sistemi di semplificazione e facilitazione dei progetti proposti dal basso
  • La città non riesce più a leggere i tempi e a proporsi come realtà di frontiera e di innovazione
  • Abbiamo bisogno di un sistema rodato, facile da attuare, che ci permetta di ottenere benefici oggi
  • Abbiamo bisogno di costruire una realtà che possa crescere nel tempo e diventare stimolo ad un cambio di paradigma nei modelli economici, ambientali e sociali della nostra città.

Non vogliamo assistere al declino delle nostre città, vogliamo costruire un motore di sviluppo, seppur piccolo, che parta dal basso e cambi le regole del gioco. Lo strumento esiste, basta utilizzarlo, crediamo che i tempi siano maturi.

L’importanza di un progetto sociale

Gli obiettivi ambientali in una comunità energetiche sono evidenti

Meno evidenti sono spesso gli obiettivi sociali

Una comunità che riesce a sviluppare progetti a valenza sociale ha maggiore possibilità di risultato

I territori che riescono a sviluppare economia sociali riescono anche a costruire intorno alle comunità energetiche veri e propri ecosistemi di innovazione che rendono il territorio più appetibile sotto molti punti di vista

Lo sviluppo di modelli sociali a valle della costituzione di una comunità energetiche rende il territorio più vivo, coeso e economicamente molto più interessante

Quali gli obiettivi di una Comunità Energetica a Ravenna?

Il modello di governance della comunità energetica a Ravenna sarà deciso dal basso, ma a nostro avviso dovrebbe ispirarsi ai modelli “Not For Profit” e cioè potrebbe essere una realtà che condivide strumenti economici e finanziari non a scopo di lucro, partendo dall’energia, per produrre benefici diretti per i soci. Il modello di governance dovrebbe essere però assimilabile a quello delle imprese in cui i benefici economici per i singoli devono essere positivi ed in equilibrio senza tendere per questo al profitto fine a se stesso.

Gli obiettivi dovrebbero essere essenzialmente tre:

  • Ridurre la dipendenza economica dei soci dalle fluttuazioni dei costi del gas condividendo energia solare prodotta in loco
  • Abbattere le emissioni climalteranti dei soci
  • Creare un volano per progetti di promozione sociale a vantaggio dei soci e dei cittadini

La nostra comunità solare dovrebbe essere un soggetto democratico che si darà delle regole per gestire le produzioni ed i consumi in maniera oggettiva, per dividere i vantaggi economici tra i soci, per utilizzare le risorse economiche in surplus a vantaggio dei soci e del territorio.

Il modello ispirato alle tante modalità di collaborazione che possiamo vedere nei nostri territori, si appoggerà e sperimenterà nel tempo innovative soluzioni di governance e di finanza decentralizzate che potranno mettersi in rete con altre realtà di altri territorio creando una rete delle comunità energetiche ed un modello sfidante di sviluppo territoriale coesivo e sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Sarà comunque un modello innovativo costruito dal basso.

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Dalle comunità marginali all’economia della risonanza”.

Perché abbiamo deciso di promuovere una comunità energetica a Ravenna?

Perché viviamo in questa città. Questa è la prima evidente, quasi banale risposta.

Ma oltre a questo fattore oggettivo crediamo che Ravenna abbia potenzialità enormi per porsi come laboratorio di nuovi modelli sociali ed economici, di nuove modalità per lo sviluppo di un’economia sostenibile legata al mondo dell’energia, mondo che da sempre ha caratterizzato l’economia di questa città.

Crediamo che l’arretratezza culturale della nostra classe dirigente, in particolar modo sui temi ambientali, sia un elemento da combattere in maniera proattiva costruendo modelli che possano essere messi a disposizione della città e possano essere presi ad esempio e migliorati da altri cittadini contribuendo ad un cambiamento che, crediamo, debba necessariamente venire dal basso.

Stiamo costruendo un progetto di piattaforma per lo sviluppo delle comunità territoriali e vorremmo sperimentarlo nella nostra città.

Infine siamo stati e siamo direttamente impegnati da anni nella promozione e costruzione di comunità territoriali coesive per l’innovazione sociale ed ambientale, abbiamo fatto varie pubblicazioni, lavoriamo su questi temi in tutta Italia ed è per noi insopportabile l’idea che qui, nella nostra città, ci sia una carenza ed una incapacità di leggere il mutamento dei tempi così forte.

Abbiamo sempre creduto che le cose si possono cambiare solo agendo, in prima persona, e questo è un altro progetto che serve ad attuare concretamente questa convinzione.

Come funziona una Comunità Solare

La Comunità Solare prevede la presenza di due soggetti:

  • Cittadini, che aderiscono con o senza impianti fotovoltaici
  • Imprese, che aderiscono con o senza impianti fotovoltaici

Per attivare una comunità solare servono almeno 20 cittadini e da una a tre imprese.

Ogni soggetto aderente potrà essere:

  • Consumer: non ha un impianto fotovoltaico, ma vuole risparmiare usando solo energia verde prodotta localmente. Grazie a questo progetto un consumatore netto può risparmiare fino al 24% del costo energetico in bolletta, consumando solo energia verde e partecipando alla governance dell’associazione. Potrà accedere inoltre ai tanti servizi del Centro per le Comunità Solari e dei servizi che saranno attivati localmente.
  • Prosumer: ha un impianto fotovoltaico e mette la sua energia a disposizione del territorio. Può abbattere fino al 46% i suoi costi in bolletta mettendo a disposizione il suo impianto per tutti i soci della comunità. Potrà accedere inoltre ai tanti servizi del Centro per le Comunità Solari e dei servizi che saranno attivati localmente.
  • E-driver: ha un’auto elettrica e vuole caricarla con energia verde locale e a basso costo. Potrà accedere ai community charger delle comunità solari presenti in Italia abbattendo fino all’85% i costi di ricarica, richiedendo inoltre community charger nel suo territorio.
  • Impresa: vuole sviluppare progetti di responsabilità sociale migliorando la reputazione del suo brand. Un’impresa può installare impianti fotovoltaici abbattendo i suoi costi energetici o mettendo a disposizione della comunità la sua produzione solare, può contribuire ad installare dei community charger, può fare altre attività di valore per l’associazione ottenendo ritorni in termini di immagine e di responsabilità sociale di impresa, può ottenere un vantaggio economico se prosumer.

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Il progetto Comunità Energetiche Solari

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