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Il turismo esperienziale di Factory Telling

In questa puntata di Please On Stage abbiamo parlato di turismo esperienziale con Michela Rossi co-fondatore di Factory Telling, la start-up che offre “Un posto in prima fila nel processo produttivo”, un claim azzeccatissimo e che descrive molto bene i loro servizi.

Factory Telling ha creato e gestisce una piattaforma di turismo esperienziale nelle aziende dell’eccellenza italiana. Un modo per far scoprire i prodotti italiani da dentro le aziende produttrici.

Un progetto di turismo esperienziale che offre da una parte l’opportunità di vedere e vivere l’azienda come prodotto turistico in sé e dall’altra permette alle imprese di raccontarsi in maniera innovativa.

Il turismo nelle aree industriali ed in particolare nelle imprese che producono prodotti di eccellenza sta assumendo un ruolo sempre più importante, seppur di nicchia, dimostrandosi una valida alternativa alle solite mete vacanziere.

Le aziende dell’eccellenza italiana come scrigni che producono i gioielli del Made in Itlay

Factory Telling entra nel mercato sfruttando in maniera intelligente l’opportunità offerta dal Covid. Nonostante operino in un settore (il turismo) tra i più colpiti, hanno saputo innovare trasformando la criticità in un elemento di ulteriore distinzione.

In questi mesi di lockdown hanno saputo introdurre la realtà aumentata come elemento di fruizione dei loro pacchetti a distanza, ma non si sono limitati a questo; la realtà aumentata è diventata un elemento strutturale del loro servizio per una fruizione dal vivo più ricca e completa.

Cos’è il turismo esperienziale per Factory Telling

Spiegare cos’è il turismo esperienziale non è facile. La risposta di Factory Telling è per certi versi sorprendente.

La start-up offre una modalità di sperimentazione e di narrazione dell’impresa che definiremmo molto aperta e sincera. Raccontare il momento di vita di un’azienda con naturalezza è un modo per definire cos’è il turismo esperienziale: condividere cioè con il cliente/turista la quotidianità.

Le eventuali difficoltà divengono un modo per condividere il progetto di impresa, dove l’azienda rappresenta un elemento di un territorio in cui anche il cliente vive. Gli obiettivi divengono in un certo senso elementi condivisi per cui insieme è più facile superare le difficoltà. Elemento che rende i clienti attori di un percorso di vita comune.

Cos’è il turismo esperienziale però lo si vede anche dalle emozioni che Michela Rossi fa trasparire. L’emozione di vivere la storia dell’azienda e dell’imprenditore, ma anche e soprattutto la storia dei singoli lavoratori.

Condividere e raccontare le esperienze quotidiane dei singoli lavoratori diviene elemento di arricchimento per tutti, non solo i viaggiatori che acquistano i loro pacchetti.

La storia del territorio di appartenenza come elemento fondativo della storia dell’azienda ed il radicamento in questo territorio divengono così uno dei punti di forza della narrazione aziendale e del turismo esperienziale.

Please on Stage - Innovatori a confronto

Please on stage è un evento aperto, un percorso di dialoghi con innovatori. Ospitiamo ogni martedì alle 18.00 un innovatore e parliamo di quello che è per lui l’innovazione, di come ha sviluppato il suo percorso e di come poter diffondere i concetti dell’innovazione aperta.

Ci poniamo domande e cerchiamo di comprendere le lezioni che ognuno di noi nel suo lavoro ogni giorno apprende. Un modo per imparare in maniera condivisa.

Se conosci un innovatore, se sei un innovatore, se vuoi scoprire come lavorano gli innovatori seguici. Ogni martedì alle 18.00.

Turismo esperienziale

Valorizzare aree periferiche comporta uno sviluppo territoriale più sano.

Diversificare il turismo permette di migliorare la fruizione e allargare il bacino di utenti

Aprire le aree periferiche ed industriali vuol dire pianificare una distribuzione dei visitatori che dia valore a tutto il territorio e una conoscenza di un territorio molto più immersiva.

Il turismo esperienziale come elemento di un territorio e di una comunità

La responsabilità sociale delle imprese diviene quindi un elemento di innovazione delle imprese stesse e al tempo stesso elemento di sviluppo non più solo per un’azienda, ma per un intero territorio che può rilanciare la sua economia e la sua essenza stessa grazie alla rigenerazione territoriale basata sul turismo esperienziale progettato con criterio.

Le aree industriali spesso sono associate a aree marginali. Ma tali aree lo sono perché come tali vengono identificate e vissute. Ribaltare questo concetto porterebbe ad una differente gestione economica e culturale.

A volte la discussione sulla destagionalizzazione, delocalizzazione e differenziazione del turismo sarebbe facilmente affrontabile grazie a progetti come quelli che realizza Factory Telling. Trasformare le aree marginali in aree di interesse culturale. Una sinergia tra cultura, turismo ed impresa.

Turismo esperienziale è vivere fisicamente la storia di un’impresa

Michela Rossi

Fondatrice, Facoty Telling

Turismo esperienziale come elemento di pianificazione territoriale

Molto spesso il turismo esperienziale in aree industriali è considerato come elemento utile a tentare la risoluzione di problemi di saturazione. Le città con difficoltà nella gestione dei grandi flussi turistici vedono nel turismo industriale un elemento di mitigazione di tali problematiche.

In questi casi si possono trovare soluzioni molto interessanti dove il turismo esperienziale industriale  può divenire elemento di riprogettazione di una parte dei flussi turistici.

L’approccio però non risulta certamente organico e strutturato. Il turismo esperienziale dovrebbe essere il risultato di una pianificazione basata sulla analisi del territorio, delle sue ricchezze e della messa a sistema di tutte le potenziali offerte locali.

Creare percorsi di innovazione aperta come elemento di progettazione territoriale, grazie alla cooperazione tra tutti gli attori, anche quelli non prettamente turistici, potrebbe essere un modo innovativo ed intelligente per individuare soluzioni di valorizzazione dei patrimoni culturali in senso molto ampio.

Con un approccio di questo tipo sarebbe molto più semplice ripensare alle aree marginali ed alle aziende come elementi caratterizzanti la cultura di un territorio.

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