filippo donati

Quali prospettive per il turismo?

Oggi più che mai è urgente affrontare il tema delle prospettive per del turismo nel nostro paese. La stagione si avvicina e l’ultimo decreto del governo (21 aprile 2021 n.d.r.) apre finalmente le opportunità per un’estate che potrebbe essere interessante per tutto il settore.

I termini della discussione, tutta incentrata sulle prospettive per un settore fortemente in crisi, dovrebbero forse essere ribaltati e si dovrebbe iniziare, finalmente, a parlare di turismo come reale prospettiva economica per il nostro paese. Basterebbe ricordarsi che il settore muove una percentuale a doppia cifra nel nostro PIL e quindi tutto è tranne che un settore da sottovalutare, ma che con un piccolo aiuto potrebbe essere davvero la nostra locomotiva economica.

I problemi principali di questo settore sono forse da ricercare in un approccio “vecchio” e non attento alle sue specificità, mentalità radicata sia nei nostri politici che, spesso, anche negli stessi operatori del settore; operatori che raramente si rendono conto di quante implicazioni socio-economiche possa avere questo settore e come questa fetta di economia possa influire in maniera importante sul futuro dello sviluppo del nostro Paese.

Ne abbiamo parlato con Filippo Donati presidente Asso Hotel e albergatore da sempre, in una chiacchierata di quasi un’ora nella quale abbiamo affrontato questi temi a tutto tondo. Una disamina senza prendere troppo per il sottile le criticità alla ricerca di possibili punti di appoggio per rilanciare uno dei settori più importanti per la nostra economia.

Il “tasso di umanità” di un territorio o di un operatore sarà il nuovo lusso nell’era post-covid

Filippo Donati

Albergatore

Festival del Turismo Responsabile

Nel 2021 siamo partner del Festival IT.A:CÀ. Una nuova avventura, un nuovo modo per raccontare i territori e le esperienze di sostenibilità.

Ogni evento avrà un approfondimento tematico con speciali per raccontare non solo cosa avviene, ma cosa aspettarsi e come prepararsi ad ogni tappa.

Una narrazione da leggere prima e dopo ogni evento, una narrazione da integrare perché diventi un racconto condiviso del nostro festival.

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Prospettive per il turismo

Ne abbiamo parlato con Filippo Donati presidente Asso Hotel

Il turismo come elemento centrale della rigenerazione territoriale

Covid e prospettive per il turismo

È innegabile che le prospettive per il settore turistico sono fortemente legate al ciclo pandemico ed in una nuova percezione del viaggio che tale pandemia ha scatenato nelle persone. Si sta consolidando un nuovo modo di concepire la vacanza e gli spostamenti, percezione che va compresa per essere assecondata e guidata.

In quest’anno e mezzo di pandemia sono cambiate molte cose e le difficoltà sono state enormi soprattutto per le aziende turistiche che operano in aree urbane, con prodotti non legati alla stagionalità e per gli operatori dell’indotto che ne hanno subito l’impatto in maniera particolarmente importante.

La sensazione di Filippo Donati, suffragata dai numeri che vediamo ogni giorno, è che una quota di queste aziende non sarà in grado di riaprire con l’avvio della stagione estiva 2021.

Il tema delle prospettive per il turismo diviene quindi prima di tutto un tema di analisi della sopravvivenza delle imprese del settore.

Bisogna aggiungere a tutto ciò, come detto, una mutata percezione del viaggio e della vacanza. La presenza della paura, dell’ansia da folla, dell’insicurezza è ancora molto forte e probabilmente inciderà ancora per molto tempo proprio sulla percezione stessa della vacanza. Lo sviluppo della percezione è un fattore di pre-marketing perché agisce a livello del sentire intimo della persona, spesso a livello inconscio e su di essa poco si può agire in termini di attività promozionali della singola impresa.

Se da una parte le aziende si sono già in gran parte adeguate alle richieste normative e di mercato e sono in grado di offrire prodotti turistici pensati proprio per assecondare tali percezioni, dall’altra si deve agire a livello più ampio cercando di ricostruire l’immaginario collettivo e per farlo le vaccinazioni saranno uno dei punti fondamentali, ma ovviamente non saranno il solo elemento e forse non saranno nemmeno l’elemento più importante.

Il settore del turismo è da sempre un settore caratterizzato dalla flessibilità e dalla duttilità ed è quindi in grado di affrontare tale nuova percezione. Quello di cui forse non ci rendiamo conto è che probabilmente il nuovo lusso saranno le relazioni umane. Potersi concedere relazioni umane di qualità, vivere una vita sociale piena e strutturata sarà un nuovo modo di godere il lusso.

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Il nuovo lusso: le relazioni sociali

Se le relazioni sociali saranno il nuovo lusso e la sicurezza la nuova richiesta di base, allora gli spazi aperti e l’isolamento saranno i nuovi prodotti che i turisti cercheranno di più, almeno in una prima fase. In questo saranno sicuramente facilitate le offerte caratterizzate da spazi aperti come il mare e la montagna, ma la vera chiave di volta è quella di offrire spazi Covid Safe, temi che tratteremo in maniera importante quest’anno nel Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ

Per Covid Safe si intende uno spazio o una struttura che mette in atto tutte le soluzioni possibili per limitare la diffusione del virus.

Ma il di più, il lusso sarà la “il tasso di umanità“, la risposta al “ci siamo mancati” come dice Filippo Donati. Su questi approcci forse possiamo costruire nuove prospettive per il turismo in Italia.

Ci sta mancando l'”abbraccio”. C’è il bisogno del contatto fisico e della relazione diretta ed “intima” tra persone.

Questa carenza è vera in particolare per noi italiani e per le popolazioni più espansive come quelle del bacino del mediterraneo, ma probabilmente questa carenza a livello globale farà guardare proprio a queste aree del mondo così ricche di relazioni umane.

Sarà quindi fondamentale comprendere che siamo una delle popolazioni a più alto tasso di umanità al mondo, ed in questa accezione uno dei paesi con il più alto lusso al mondo.

Se l’Italia è già la destinazione più desiderata al mondo, se gli italiani sono visti come una delle popolazioni a più alto tasso di umanità al mondo è naturale pensare che il nostro paese non potrà che avvantaggiarsi nel post covid.

Dovremo ricordarci di fare gli italiani, cioè di tornare ad essere una destinazione di lusso proprio perché siamo nativamente in grado di offrire il prodotto più richiesto e più difficile da costruire a tavolino: la buona relazione umana. Per il resto l’Italia non ha nulla da invidiare a nessun paese al mondo. Basta tornare ad essere ciò che siamo.

Il turismo come vera energia rinnovabile del territorio

Il turismo è una materia economica e come tale dovrebbe essere affrontata. Si tratta di un settore che vivendo di territorio rappresenta la molla economica che rende vivo e ricco quel territorio. Senza un territorio di qualità non vi è turismo ed un turismo di qualità ha bisogno di investire nel suo territorio.

La modifica del Titolo V da una parte ha colpito gravemente il turismo perché ha creato una parcellizzazione dell’offerta turistica decentralizzata in capo alle regioni, ma ha permesso anche la creazione di alcune eccellenze come ad esempio l’Emilia-Romagna o la Puglia.

Sarebbe opportuno che gli esempi virtuosi potessero essere estesi a livello globale. Forse la creazione di un dicastero per il turismo con proprio portafoglio voluta dal governo Draghi ha dato il via a tale processo di sviluppo o almeno lo ha attivato sulla carta, vedremo il futuro cosa ci riserverà.

Una delle peculiarità del turismo inoltre è che esso è caratterizzato da piccole e piccolissime realtà, ma se si ragiona in termini di strategia territoriale si possono ottenere risultati economicamente molto importanti ed in tempi velocissimi proprio sfruttando la dinamicità dei piccoli operatori.

Attivare pensieri e strategie territoriali permette di smuovere un valore economico molto importante in tempi stretti proprio grazie alle dimensioni degli operatori del settore.

Ciò permette sinergie e opportunità di valore che garantiscono economie di scala e quindi sviluppo potenzialmente enorme. Creare servizi che arricchiscono la permanenza e la relazione sia con i cittadini che con il territorio offre alle persone la possibilità di fruire di un turismo più autentico ed umano. Ciò in genere comporta un aumento della permanenza del turista sul territorio ed il suo ritorno.

Strategie coesive e non competitive

“Insieme possiamo fare qualsiasi cosa”, con questa affermazione molto forte Filippo Donati ci ricorda come il nanismo dimensionale delle aziende turistiche ne facilita le relazioni e la messa a sistema. La possibilità di mettersi in rete sarà probabilmente facilitato dal cambio generazionale che sta avvenendo grazie alle nuove generazioni che sono più predisposte alla cooperazione.

Le prospettive per il turismo possono essere decisamente rosee se saremo in grado di offrire ai clienti ampie scelte di fruizione del territorio, se sapremo costruire e sviluppare in sinergia una destinazione in cui l’operatore turistico ne diviene anche promotore culturale e sociale, elevando la qualità stessa del target di riferimento e portando ad un innalzamento del tasso di propensione alla spesa del turista.

Cambiare una città o un territorio, spingendolo nel suo insieme a migliorarsi e a crescere, divenendo sempre più destinazione di lusso in tutti i settori non solo nel settore turistico specifico può diventare l’obiettivo dell’agire Politico dei rappresentanti economici e delle amministrazioni locali.

Dobbiamo puntare ad un nuovo patto sociale che permetta di andare verso territori con maggiore strutturazione in termini di servizi, proposte culturali ed economiche e permetta di offrire un livello qualitativo generale più alto proprio in termini di stile e qualità della vita.

Un territorio sempre più attento alla sostenibilità ambientale e sociale diviene un territorio più accogliente spingendo le aziende, tutte, ad attivare soluzioni e prodotti di maggiore qualità.

Il turismo deve però essere “accompagnato” e non lasciato solo, il nostro paese ha grandi necessità di infrastrutture ad esempio per facilitare e mettere a disposizione dei visitatori il grande valore di cui dispone ed in questo il Next Generation EU può rappresentare un’occasione da non perdere.

Le grandi competenze, la grande qualità e le relazioni umane sono la via italiana al turismo, non ci sono alternative.

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