Roberto Cingolani

PNRR in pillole, la ricetta di Roberto Cingolani spiegata facile

Iniziamo un viaggio verso la lettura e analisi del PNRR. In questo articolo ed in una serie specifica sul nostro canale YouTube avviamo una disamina delle 337 pagine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la via italiana al Recovery Fund.

In questo articolo affronteremo i vari aspetti del piano e cercheremo di riassumerne velocemente quelle che consideriamo le missioni principali per i nostri obiettivi e competenze e quindi tratteremo degli aspetti sociali ed ambienti del PNRR. L’articolo sarà un work in progress aggiornato via via che approfondiremo le tematiche e con successivi verticali.

PNRR in pillole” è un progetto nato quasi per caso e a cui mi sono affezionato molto in questi giorni: leggere e raccontare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta diventando un modo per comprendere l’Italia che, nel bene e nel male, il governo Draghi vorrebbe disegnare da qui al 2050.

In questo articolo ti racconterò quello che leggo e quindi cercherò di fare una lettura non critica, ma semplicemente una sorta di riassunto di cosa è presente nel piano. In una seconda fase, quando affronterò la ben più corposa mole di progetti che saranno finanziati e i processi di riforme sarà difficile anzi impossibile non entrare nel merito dei giudizi e quindi portare anche la mia posizione. Per ora vedi questo documento come un Bignami o se preferisci come un veloce collegamento a cui fare riferimento quando cerchi le tue pillole di PNRR.

L’Italia è un paese fragile sotto tanti punti di vista. Il PNRR è un’occasione, ma senza riforme il nostro Paese è condannato alla marginalità

Marta Cartabia

Ministro della giustizia, Governo Draghi

PNRR in pillole

Il PNRR è potenzialmente il più grande investimento pubblico dell’era repubblicana

Grazie a questa mole di fondi l’Italia può cambiare direzione e diventare una delle più importanti potenze economiche dell’Europa.

La struttura del PNRR

Il Next Generation EU è la risposta dell’Unione Europea alla crisi pandemica, una risposta economica e non solo sanitaria. Con il NGEU l’Europa intende approfittare di una situazione di enorme difficoltà per effettuare il più grande investimento in termini economici che la sua storia ricordi e agganciare una ripresa che porti il continente verso un’economia a emissioni zero e ad alto valore sociale.

Recovery Fund o Recovery Plan altro non sono che modi differenti per chiamare l’insieme dei progetti che uno stato può presentare per accedere ai fondi del NGEU, in realtà non si tratta solo di progetti, ma anche di riforme. L’Europa ha infatti chiesto agli stati membri di innovarsi e modernizzarsi affrontando i nodi cardine che non permettono il loro sviluppo.

Richieste di riforme specifiche sono state inviate ad ogni stato, chiedendo ad ognuno di fare ciò che serve localmente per crescere e diventare il futuro che l’Europa sogna.

Per l’Italia le riforme richieste, potremmo dire, sono sempre le solite:

  • Riforma della pubblica amministrazione per rendere più veloci le procedure
  • Riforma della giustizia civile per rendere più veloci gli iter
  • Semplificazione della legislazione e rimozione degli ostacoli per le imprese
  • Promozione della concorrenza come strumento di equità sociale
  • Superamento delle disparità interne

Queste riforme sono prioritarie e devono essere realizzate prima di ottenere i finanziamenti più importanti. Si tratta quindi di riforme non solo utili, ma necessarie per accedere ai fondi richiesti dal PNRR. Questo forse è l’ostacolo maggiore per il nostro paese che si trova con un parlamento di difficile gestione.

La speranza è che nessuna forza politica possa permettersi di ostacolare questo percorso e che di fatto, anche con molti mal di pancia, le riforme che i vari ministri presenteranno in un modo o nell’altro riescano a passare e a rendere il nostro paese un po’ più moderno.

L’alternativa non esiste, senza quelle riforme semplicemente i fondi non ci sono. Anche per questo motivo ho deciso di affrontare l’avventura del progetto “PNRR in pillole“, credo che la classe politica oggi sia debolissima e molto suscettibile agli “umori del popolo”, abbiamo quindi potenzialmente in mano la possibilità di condizionare fortemente il futuro del nostro Paese. Per farlo dobbiamo essere formati, motivati ed agire.

La responsabilità delle forze politiche

Il problema del nostro parlamento è nelle sue dinamiche.

Non avendo di fatto riformato le procedure ma dimezzato i parlamentari abbiamo mantenuto il peggio del nostro sistema.

Ora la spinta a mantenere una posizione può essere elemento che facilita o rende impossibile ogni vera riforma.

Non possiamo stare mani in mano, credo che ognuno di noi debba fare la sua parte perché il

PNRR è la più grande occcazione che ci è mai capitata per modernizzare il nostro paese

Seguimi e vuoi comprendere meglio questi temi

Missioni e componenti

Il PNRR italiano è organizzato in uno schema per missioni e componenti, dove le missioni sono i grandi capitoli e le componenti sono gli approfondimenti tematici. Vediamo le sei missioni in cui il piano è diviso:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura,
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica,
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile,
  4. Istruzione e ricerca,
  5. Inclusione e coesione
  6. Salute

Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura

La Missione 1 si pone l’obiettivo di modernizzare le infrastrutture del paese in termini di infrastrutture digitali e inovazione tecnologica in genere affrontando un po’ tutti gli aspetti della modernizzazione del sistema produttivo e della PA.

La Missione 1 a sua volta è suddivisa in 3 componenti che sono:

  • Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA
  • Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo
  • Turismo e cultura 4.0

Non affrontiamo nel dettaglio tale missione in quanto non è di nostra diretta competenza, ma ricordiamo qui che a questa missione sono destinati circa 50 miliardi di euro.

Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

La Missione 2 è quella a cui abbiamo intenzione di dedicare il maggior spazio in quanto ricade in gran parte nei temi che affrontiamo su questo sito. Copre tutti gli aspetti legati alla transizione ecologica, eccetto la mobilità sostenibile che ha una specifica missione, e dedica particolare attenzione agli aspetti energetici. Le componenti sono:

  • Economia circolare ed agricoltura sostenibile
  • Energia rinnovabile, idrogeno, rete e transizione energetica e mobilità sostenibile
  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • Tutela del territorio e della risorsa idrica

A questa missione sono destinati quasi 70 miliardi di euro e rappresenta la missione che raccoglie la fetta più importante del PNRR, in pillole racconteremo questa missione in maniera più approfondita.

Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

La Missione 3 sulle infrastrutture assoma come possibili stanziamenti circa 31 miliardi di euro da investire sulle seguenti componenti:

  • Investimenti sulla rete ferroviaria
  • Intermodalità e logistica integrata

Degna assolutamente di nota in questa componente la strategia di costruzione di una rete di colonnine per la ricarica delle auto elettriche che copra in maniera capillare sia le superstrade che le aree urbane. Finalmente vediamo un piano nazionale per la creazione di una rete a servizio della mobilità sostenibile.

Missione 4: Istruzione e ricerca

Questa missione credo sia di vitale importanza per il nostro paese così restio a finanziare la ricerca. Spingere finalmente un supporto ed un sostegno al mondo delle università e della ricerca applicata può essere una importante spinta al futuro del nostro paese. La missione destina ben 33,8 miliardi al mondo dell’innovazione e della ricerca concentrandosi su due componenti:

  • Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università
  • Dalla ricerca all’impresa

Missione 5: Inclusione e coesione

Anche questa missione a nostro avviso può rappresentare un momenti di svolta per il futuro del nostro paese in un tempo dominato dalla polarizzazione sociale. Investire in controtendenza spingendo l’inclusione sociale e l’accorciamento delle distanze sociali può essere un modo strutturale per creare una società in grado di prendere scelte coerenti e di lungo periodo. A questa missione sono dedicati 26,9 miliardi per tre componenti:

  • Politiche per il lavoro
  • Infrastrutture sociali, famiglia. comunità e terzo settore
  • Interventi speciali per la coesione territoriale

Missione 6: Salute

Nel post covid o comunque in quella che si spera sia la strada verso una capacità di convivere con il virus e in generale con le potenziali pandemie che potrebbero svilupparsi in futuro, costruire infrastrutture per la salute è ovviamente basilare. Ecco che quindi questa missione assume un valore di tutto rispetto non solo per la salute dei cittadini, ma anche per creare le condizioni per cui, in futuro, lockdown e chiusure non debbano necessariamente essere la sola soluzione alle pandemie.

La missione è caratterizzata da un investimento di 20 miliardi di euro destinati alle seguenti componenti:

  • Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
  • Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale

Comunità marginali

Credo che molti cambiamenti potranno avvenire dalla periferia e dalle piccole comunità.

I piccoli comuni, i piccolo borghi, le periferie conservano modalità relazionali ancora forti e sane.

Dalle piccole comunità possono ripartire i semi dell’innovazione sostenibile.

L’Italia è basata su piccoli presidi ci ricchezza che possono diventare elementi di sviluppo economico.

Le piccole realtà sono spesso vocate alla sostenibilità ambientale e sociale.

Se vuoi dialogare con me su questi temi contattami ed iscriviti ai gruppi periodici di lavoro e riflessione su questi temi.

Approfondiamo il PNRR

Ognuna delle missioni meriterebbe moltissime riflessioni, ma non riteniamo sia utile farlo in questa sede per due motivi: una disamina approfondita del PNRR richiede molto tempo e un blog non è il luogo a mio avviso corretto, ci vogliono competenze specifiche per ogni missione e non si può certo essere esperti di tutto.

Per quanto ci riguarda approfondiremo direttamente le due missioni che riteniamo più vicine alle nostre competenze e cioè la Missione 2 e la Missione 3, probabilmente faremo anche un approfondimento sulla Missione 5. Sul nostro canale YouTube trovi già la specifica playlist dedicata al PNRR in pillole dove cercheremo di approfondire vari aspetti con brevi video o con più strutturate video interviste ad esperti del settore.

Ti chiediamo di aiutarci a focalizzare gli approfondimenti anche su ciò che ti interessa di più andando quindi a suggerirci via email o nei commenti qui sotto i temi di maggior interesse, sarà per noi utile per scandagliare con il tuo metro di interesse un piano che nella sua struttura completa è davvero enorme e richiederebbe tempi non gestibili per una disamina completa.

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