genius4u welfare aziendale

Genius4U e il Welfare Aziendale con Fabio Zini

Nella terza puntata di Please On Stage abbiamo parlato di startup e welfare aziendale ai tempi del covid con Fabio Zini co-fondatore di GENIUS4U, la start-up che si occupa di risolvere i problemi quotidiani dei lavoratori facendo loro risparmiare tempo e conciliare i tempi di vita e di lavoro con maggiore semplicità e serenità.

Fabio Zini è uno dei fondatori della startup. UNa persona che ha avuto l’idea di sviluppare questo progetto di impresa vivendo le difficoltà e le inefficiente, oltre che gli aspetti positivi, del welfare aziendale in una grande impresa internazionale. Da quell’esperienza ha compreso molti dei problemi che lo hanno poi portato a fondare GENIUS4U.

In questa puntata di Please On Stage abbiamo incontrato Fabio Zini, dall’esperienza di grande impresa a startupper del sociale con GENIUS4U startup che si occupa di welfare aziendale.

Che cosa è il welfare aziendale per noi? Risolvere i problemi della quotidianità

GENIUS4U nasce per portare nelle aziende un maggiordomo che risolve tutti quei piccoli problemi quotidiani che le persone non hanno voglia o tempo di affrontare e che però tolgono spazio fisico o mentale alla qualità del lavoro. Un supporto per essere più sereni ed al tempo stesso più efficienti.

Una realtà del bolognese che però si è trovata ad affrontare la fase critica della pandemia proprio offrendo servizi di welfare aziendale al personale del Sant’Orsola, l’ospedale Covid di Bologna. 

Che cos’è il welfare aziendale

Con Fabio Zini abbiamo parlato di cos’è il welfare aziendale e come può essere utile alle imprese ed ai loro dipendenti.

L’approccio di GENIUS4U è un approccio di basso profilo, cioè non hanno deciso di affrontare i grandi problemi del mercato del welfare aziendale dove grandi imprese strutturate offrono già servizi spesso massificati. Pensiamo agli sconti per le spese di famiglia, ai buoni pasto, alle soluzioni per le vacanze o per affrontare i piccoli problemi quotidiani come le convenzioni con banche, assicurazioni, servizi medici o professionali eccetera.

Cos’è il welfare aziendale per loro quindi? Fabio Zini è partito da una riflessione legata al suo precedente lavoro. Il welfare aziendale può essere un elemento di grande aiuto per le famiglie ed i lavoratori, ma spesso è vissuto dalle imprese come elemento per agganciare fiscalità agevolata o finanziamenti. Non viene quindi costruito e cesellato sulle esigenze dei dipendenti.

Questo tipo di welfare aziendale spesso apporta benefici economici alle aprti, ma si limita a questo. Per GENIUS4U invece il welfare aziendale è più un servizio di prossimità costruito e cesellato sulle esigenze dei dipendenti di una specifica azienda.

Il loro modello di servizi di welfare aziendale inoltre si basa su un concetto di semplicità. Loro offrono cercano di soddisfare i piccoli bisogni quotidiani delle persone. Piccoli bisogni che magari non apportano grandi benefici economici ma permettono di liberare tempo e risorse mentali.

Offrono cioè e prima di tutto due beni di capitale importanza: tempo e serenità.

Come funziona il welfare aziendale

Con Fabio Zini abbiamo affrontato anche un tema chiave oggi: come funziona il welfare aziendale e cosa è il welfare aziendale in realtà oggi.

Per Geniu4u e anche per noi welfare aziendale è un modo per generare benessere per le persone e non solo benefici fiscali per le aziende che implementano questi progetti. Benefici sacrosanti sia chiaro, ma interpretare il welfare aziendale come mero beneficio fiscale è un modo riduttivo che non permette di sfruttare tutti i benefici che esso offre.

Se il tempo e la serenità personale sono due degli elementi principali della qualità di vita e quindi della qualità di lavoro, facilitare e migliorare tali aspetti è l’elemento caratterizzante di un buon progetto di welfare aziendale.

Risolvere tutti i piccoli problemi di un dipendente vuol dire regalare tempo e  serenità che diventano poi elementi caratterizzanti la produttività del personale. Più un dipendente è sereno e libero da problemi più sarà concentrato sulle sue attività. Più questi benefici arrivano direttamente dall’impresa più sarà legato al brand e interessato allo sviluppo dell’impresa.

Please on Stage - Innovatori a confronto

Please on stage è un evento aperto, un percorso di dialoghi con innovatori. Ospitiamo ogni martedì alle 18.00 un innovatore e parliamo di quello che è per lui l’innovazione, di come ha sviluppato il suo percorso e di come poter diffondere i concetti dell’innovazione aperta.

Ci poniamo domande e cerchiamo di comprendere le lezioni che ognuno di noi nel suo lavoro ogni giorno apprende. Un modo per imparare in maniera condivisa.

Se conosci un innovatore, se sei un innovatore, se vuoi scoprire come lavorano gli innovatori seguici. Ogni martedì alle 18.00.

Innovazione territoriale

Con Giacomo Lepri, presidente della Cooperativa Agricola Coraggio

Sviluppo locale sostenibile e partecipativo

Modelli di business sostenibili

Welfare aziendale come elemento di innovazione

In un mercato sempre più concorrenziale dove l’offerta di lavoro e la domanda si giocano su elementi sempre più labili le aziende innovative hanno necessità di attrarre talenti. Ma sempre più l’attrattività non si misura solo in prospettive di carriera e stipendio.

Offrire servizi di welfare aziendale ben progettati può rappresentare quel quid in più che rende un’azienda più attrattiva.

L’attrattività si misura sempre più anche con il metro della qualità della vita e le opportunità che un’impresa offre sul tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e più una persona ha competenze e capacità più è attenta a valutare tutti gli aspetti di un’offerta di lavoro.

Il welfare aziendale per noi è l’umanizzazione dei servizi aziendali

Fabio Zini

Fondatore, GENIUS4U

Cosa hai imparato del progetto di welfare aziendale in un ospedale covid?

È molto interessante ascoltare le parole di Fabio Zini quando ci parla di cosa ha imparato in questa esperienza.

Il welfare aziendale per loro è diventato un modo per relazionarsi con le persone. Sono riusciti ad offrire servizi che hanno umanizzato la vita professionale rendendola per certi versi più normale. Si sono accorti che il covid ha abbattuto le barriere e molti tabù della professionalità.

Gli esempi che porta sono interessanti. Improvvisamente fare un meeting di lavoro con la pentola della pasta che cuoce dietro non è un problema. Avere un bambino che ti salta in braccio mentre fai una riunione online può essere un intermezzo normale. 

Ciò non ha necessariamente reso meno professionali le persone. Si è però capito, finalmente, come la separazione tra professionalità e vita quotidiana sia una separazione labile e che l’una non rende l’altra meno di qualità. Mescolare le due cose ed essere più umani vuol dire anche essere più sereni.

Anche in questa puntata abbiamo imparato che innovazione è spesso capacità di adattarsi ai cambiamenti in modo veloce e riuscire a trasformare fasi complesse in opportunità. In questo caso trasformando il welfare aziendale da elemento di mera fiscalità a umanizzazione delle relazioni impresa-dipendente.

Far entrare il territorio nelle imprese e viceversa

Oggi molte aree dell'agricoltura sono legate ad una modello di mero conferimento. Un modo di fare impresa molto limitato e con obiettivi slegati da aspetti culturali e di attenzione al territorio o al cliente. Questo modello allontana paradossalmente l'agricoltore dalla terra perché orienta l'attenzione dell'imprenditore esclusivamente al conferimento.

Un'agricoltura più sana e vicina al mercato ha questo modello di business come concorrente. Si trova di fronte ad una lotta impari sia dal punto di vista della capacità economica che culturale.

Un imprenditore attento alla terra ed al mercato, applicando la vendita diretta riesce a vivere meglio le esigenze del cliente. Quando queste mutano in cerca di autenticità (come accade ormai da anni) esso riesce a leggerle meglio. Ma un singolo imprenditore ha costi enormi rispetto al modello di conferimento.

Per "sconfiggere" o meglio per iniziare a cambiare questo modello, creando nuove opportunità per tutti, la strada maestra dovrebbe essere quella di iniziare a contaminare il modello predominante dimostrando la bontà delle alternative più sostenibili ed etiche. Ma per farlo si deve imparare a parlare anche il linguaggio del modello classico che è un linguaggio prettamente economico.

Nel momento in cui si riesce a creare interesse e costruire relazioni dimostrando l'efficacia di modelli alternativi attraverso i risultati, allora si può tentare di modificare lo status quo, si è cioè acquisita la credibilità necessaria. Dove il sistema è troppo bloccato da permettere la nascita di modelli apparentemente spuri, il sistema si condanna all'estinzione perché uccide ogni opportunità di innovazione.

L'innovazione ambientale e sociale deve quindi necessariamente passare dalla cura del territorio, delle relazioni, dal costruire percorsi di apertura e di fiducia sviluppando obiettivi comuni. Ma deve avere sempre in primo piano anche fatturato e marginalità che rappresentano la base su cui un'impresa sana può vivere e prosperare ed un elemento di collegamento con il "mondo fuori".

Cercare opportunità come metodo di impresa

Dovremmo imparare ad utilizzare alcuni strumenti per leggere le evoluzioni del mondo alla ricerca delle migliori opportunità. Luca Riccadonna consiglia di dedicare due momenti della giornata di ognuno a questa attività. Questo è molto importante quando si sviluppa un progetto, ma lo è ancor di più in un periodo così difficile da comprendere ed interpretare.

Il primo dovrebbe essere un momento di analisi. Studiare cosa accade nel mondo e comprendere come gli eventi potrebbero influenzare il nostro progetto. Costruire una mappa che possa aiutarci a trovare la strada ed identificare così le nostre piccole opportunità di resilienza. Dotarsi cioè di una mappa che ci aiuti a comprendere come i cambiamenti sociali, economici, culturali, tecnologici possano influire sulla nostra vita.

Ma non fermasi qui. Dopo aver aggiornato la mappa si dovrebbero rileggere gli aggiornamenti fatti nei mesi precedenti. Una sorta di analisi critica del percorso fatto. Ciò ci permette di comprendere la velocità temporale dei cambiamenti e la nostra velocità relativa, la chiave per adattarci.

Il secondo momento dovrebbe essere dedicato all'ascolto: leggere, osservare le esperienze di altri, studiare, guardarsi intorno. Non necessariamente temi o argomenti legati al proprio settore tecnico, ma ampliare il più possibile gli orizzonti per arricchire la faretra di frecce a corredo del nostro arco. Ogni freccia è un'opportunità, ogni competenza un arco diverso da utilizzare alla bisogna.

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