European Green Deal Investment Plan & Transition Mechanismn

Finalmente ci siamo, con la presentazione del Sustainable Europe Investment PlanUrsula Von Der Leyen ha lanciato l’European Green Deal. Il piano di investimenti che in 10 anni porterà l’Europa ad essere leader mondiale della decarbonizzazione. Per tale percorso saranno stanziati 1000 miliardi in economia sostenibile per la lotta ai cambiamenti climatici.

Un piano ambizioso, una presa d’atto della situazione o un evento meramente di facciata? Cerchiamo di capire cosa si muove e come il futuro delle imprese europee potrà essere condizionato. Questo piano aiuterà a bloccare il riscaldamento globale? Da solo no di certo. Potrà dare però l’esempio e guidare le altre economie.

Innanzitutto cerchiamo di capire come l’European Green Deal di fatto rappresenta un nuovo modello di intendere l’economia. Mobiliterà somme ingentissime pari al 25% del bilancio totale dell’Europa, spostando quindi risorse oltre che creandone di nuove. Di fatto un nuovo modello economico per lo sviluppo sostenibile. Non più azioni isolate per la lotta ai cambiamenti climatici. No, un vero nuovo modello economico.

carbon neutrality

Just Transition Mechanism

Una parte importante dell’European Green Deal e forse la prima presa d’atto è il Just Transition Mechanism. Il nome stesso “Solo un meccanismo di transizione” la dice lunga sull’idea di futuro che l’Europa lancia:

  • Stanziati 100 Miliardi per sostenere la perdita di lavoro. Si prende finalmente atto che investire in sostenibilità vuol dire chiudere imprese non sostenibili. Non ci sono altre strade. Quindi si stanziano risorse per aiutare i lavoratori a ricollocarsi in imprese più sostenibili o in processi carbon neutral
  • Visione di futuro pragmatica e non ideologica. Il meccanismo prende atto che serve un supporto alle fasce deboli non solo per la mancanza di lavoro, ma anche e soprattutto per i problemi inevitabili che il riscaldamento globale comporterà nei prossimi anni.

Green Deal, un piano di investimenti per il futuro

L’European Green Deal è molto più di un piano di investimenti. Come abbiamo detto introduce un nuovo paradigma in economia. L’economia del futuro deve essere assolutamente sostenibile. Dobbiamo accelerare il percorso verso la Carbon Neutrality. Vediamo i punti chiave della strategia europea per lo sviluppo sostenibile del continente:

  • Transizione verso la carbon neutrality. Il piano aumenterà gli investimenti europei portando ad 1 Miliando i soldi stanziati in questo settore. Assumerà un ruolo importante il piano InvestUE
  • Stimolo agli investimenti privati. I piani di investimento e sostegno alle imprese europee sono sempre stati elemento di eccellenza. Qui l’Europa accende un focus specifico sulla creazione di un vero e proprio quadro abilitante all’investimento sostenibile. Si tratta di intervenire su tutto ciò che facilita gli investimenti privati per creare un ecosistema facilitante.
  • Potenziamento delle competenze. Sempre con la finalità di accrescere gli investimenti privati e pubblici, si creerà uno specifico meccanismo di supporto e sviluppo di competenze specifiche per la finanza in ambito sviluppo sostenibile.

Tutto ciò sarà coperto da 1000 Miliardi di euro in 10 anni. Cioè 100 miliardi l’anno. Ma attenzione questa è solo la cifra che stanzierà o dirotterà l’UE dal suo bilancio. Dietro c’è molto di più. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa contengono i 10 punti dell’European Green Deal.

Quali sono gli obiettivi per la carbon neutrality europea?

L’Europa si pone l’obiettivo di essere il primo continente Carbon Neutral al mondo. Dopo anni di assenza di politiche realmente lungimiranti il continente di pone nuovamente come capofila delle scelte mondiali per la lotta al riscaldamento globale. Ritorna ad essere il punto di riferimento per il futuro. Ma può davvero bastare l’European Green Deal per trasformare l’Europa nella locomotiva politica del mondo? Ursula Von Der Leyen pensa di sì. In questo tutti i fondi europei saranno e sono coinvolti. Cambierà completamente il modo di intendere l’economia nel vecchio continente. Prima di arrivare alle considerazioni politiche ed economiche cerchiamo di analizzare i 10 punti dell’European Green Deal.

1. Carbon Neutrality

L’Europa intende raggiungere la Carbon Neutrality entro marzo 2020. Il primo grande obiettivo dell’European Green Deal.

Per ottenere questi risultati sarà riscritto il precedente piano che prevedeva tale obiettivo al 2030. Verranno da subito individuate misure legislative che permettano di rendere cogente e fattibile tale piano (da notare che già molte misure sono in atto o in discussione). Entro Giugno 2021 verà emessa una nuova direttiva sulla tassazione energetica. Sarà uno dei pilastri di queste politiche. Sempre entro il prossimo anno verranno stabilite politiche doganali mirate alla carbon neutrality. Tutto ciò sarà accompagnato da un rinnovato Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.

2. Energia Pulita e Rinnovabile

I paesi membri dovranno emettere piani energetici per il clima entro ottobre 2020. Questo forse uno dei punti più critici perché molti stati saranno riluttanti.

Anche qui i piani per le FER ed il risparmio energetico al 2030 saranno anticipati al 2020. Inoltre l’Europa si rende conto che il tema della produzione energetica sarà un elemento critico da affrontare e quindi produrrà specifici orientamenti per evitare povertà energetica e accelerare l’indipendenza energetica del continente. Sarà inoltre completamente rivisto il regolamento TEN-E.

3. Mobilità Sostenibile

Entro la fine del 2020 sarà tracciata la Strategia Europea per la Mobilità Sostenibile ed entro giugno 2021 sarà emessa la normativa sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri. Sempre entro giugno si interverrà sul traffico pesante marittimo ed aereo. Verranno finanziati i punti di ricarica elettrica pubblici soprattutto di origine sostenibile. Verrà ulteriormente irrigidita la normativa sulle emissioni da veicoli a motore endotermico.

4. Capitale naturale

L’UE si pone l’obiettivo di ricostruire il parco forestale del continente per preservare sempre più la propria biodiversità. Si intende inoltre approfondire uno studio sulla normativa vigente per individuare modifiche o integrazioni che ne vadano a migliorare l’efficacia in termini di lotta al disboscamento e supporto al rimboschimento. Allo stesso tempo si intendono studiare metodologie che misurino e riducano il rischio deforestazione dalle attività di importazione di prodotti a livello degli stati europei. Questo forse il punto dove ognuno di noi può dare un grande contributo all’European Green Deal.

5. Economia Circolare

Si procederà con l’analisi della strategia in atto ed una sua revisione entro marzo 2020. Si punterà soprattutto sullo stimolo dei settore dell’industria energeticamente più inefficiente (in tutto il ciclo di vita) per stimolare la ricerca di prodotti/imballaggi neutri e/o a cicli chiusi. Il Fondo per l’innovazione per lo scambio di quote di emissioni sarà esteso su larga scala e si lavorerà in particolar modo sull’economia circolare di prodotti particolari come ad esempio le batterie anche tramite nuove normative.

6. Revisone totale della PAC in ottica Green

Si intende presentare la nuova PAC e il nuovo piano per un’agricoltura sostenibile definito Farm To Fork entro la primavera 2020. Tale piano dovrà rispettare le linee del’European Green Deal e spingere verso una più compiuta sostenibilità ambientale dell’intero comparto agricolo. Erano obiettivi attesi e finalmente una riconversione dell’agricoltura è nei piani.

7. Nessuno deve restare indietro

Particolare attenzione sarà posto verso i soggetti deboli e quelli più vicini alla decarbonizzazione anche tramite la formazione specifica dei cittadini e degli imprenditori che verso azioni di semplificazione per l’accesso alla finanza europea e della BEI. Solidarietà e attenzione ai punti chiave è un elemento vincente dell’European Green Deal. Dobbiamo solo attendere alcuni mesi per vedere come sarà attuato.

8. La transizione ecologica della finanza europea

Il tema della finanza in questo periodo sta dimostrando un’attenzione ed una velocità di adattamenti maggiore di molti altri settori. Se è solo opportunismo o reale interesse per il futuro non lo sappiamo, ma lo immaginiamo. Crediamo però che con l’European Green Deal si possano almeno porre le basi per una finanza più attenta al futuro del pianeta. L’Europa si pone l’obiettivi da una parte di spingere verso una riconversione ecologica della finanza dall’altro di promuovere a livello globale tale transizione. Verrà analizzato e rivisto l’intero ruolo e modalità di accesso di tutto il comparto finanziario europeo. Si valuterà la necessità di inserire nuovi strumenti normativi o tecnici per ampliare la facilità di accesso agli strumenti della finanzia agevolata.

9. La transizione ecologica della finanza dei singoli stati

Ognuno deve fare la sua parte, nella finanza ciò è doppiamente valido. Nell’ambito della revisione del quadro europeo di governance economica sarà prestata particolare attenzione al livello di strumenti, di accesso e di attenzione green dei singoli stati in termini di finanza e strumenti di accesso al credito al fine di armonizzare la finanza europea con particolare attenzione al rischio insostenibilità del debito a causa di cambiamenti climatici.

10. Dimensione globale

L’Unione Europea si pone come leader mondiale per la transizione ecologia del pianeta e la decarbonizzazione. Finalmente si parla di adottare strategie globali ed unitarie per partecipare sia e accordi bilaterali che globali e promuovere la transizione verso la decarbonizzazione a livello globale. Forse questo rappresenta il maggiore successo dell’European Green Deal.

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