enrico colacillo

Cosa sono il valore e la bellezza per le aziende

Per creare valore per le imprese e bellezza nel mondo, la sfida affrontata ogni giorno da Enrico Colacillo,  si devono apportare un benefici alle persone. Per fare ciò le aziende devono progettare e costruire una vera e propria dimensione del valore, in altre parole si deve costruire quel qualcosa che spinge i clienti ad acquistare e questo qualcosa non è meramente il prezzo. Si lavora su più piani e quello razionale della convenienza economica assume sempre più un carattere quasi marginale (con le dovute attenzioni ovviamente).

Spesso le apparenti banalità di concetti semplici come questo, sottendono veri e propri elementi di innovazione.

Nel mondo delle imprese la bellezza non è solo un concetto di estetica, ma un modo molto complesso di presentare e presentarsi al cliente, dove l’estetica si coniuga con il confort emozionale, un modello di approccio o se vogliamo un viaggio (come dicono i marketer), la successiva fruizione del prodotto. L’impatto estetico può quindi rappresentare un vero elemento di differenziazione nell’intera esperienza dell’utente.

La percezione è l’elemento permette di creare valore per le imprese e lo media nel tempo e nelle persone. L’Experience Design si occupa di progettare la qualità del valore lungo l’intera esperienza del cliente, affrontando le emozioni in ogni touch point (punto di contatto tra l’impresa ed il cliente).

Il cliente costruisce la percezione del brand attraverso ogni touch point. Qui si deve creare valore per le imprese e le persone

L’esperienza copre ormai di fatto tutti gli aspetti del marketing perché permette all’azienda di fidelizzare un cliente. Tutto il marketing moderno si gioca sull’esperienza.

Non esiste progettazione senza però un’analisi dei dati e la loro misurazione. Anche l’esperienza, la bellezza e l’emozione sono elementi che devono essere gestiti in maniera quanto più oggettiva possibile. Per farlo ovviamente non si può misurare il valore o la bellezza in sé che sono elementi estremamente soggettivi.

i possono definire però degli obiettivi o meglio delle performance di risultato, misurando le quali si può creare valore per le imprese con processi mi miglioramento progressivo.

In questo l’esperienza ed il test sono l’elemento che può fare la differenza. Più test e più misurazioni si fanno più di ottiene un risultato affidabile. In questo modo si riesce a far “risuonare” il cliente con il prodotto, il bisogno con la promessa. Così si crea valore per le imprese perché il cliente entra in “risonanza” con il brand e quando ciò avviene il rapporto commerciale assume un valore di relazione.

Che cos’è l’Experience Design

Per Enrico Colacillo  definire cos’è l’Experience Design è un problema legato al fatto che non esiste un vero e proprio elemento descrittivo come strumento di progettazione di innovazione. Esiste un modello, ma come tutti i modelli tende ad essere obsoleto nel momento stesso in cui viene riconosciuto come standard.

L’approccio dell’Experience Design è un approccio negli strumenti e nei processi abbastanza standard per il mondo del marketing. Si parte da un approfondimento del prodotto e dell’azienda individuando il livello di valore esistente, quello percepito, cosa si attendono i clienti per cercare di far collimare le cose.

In funzione del contesto in cui si opera e definito il punto di partenza, si individuano quindi degli obiettivi chiari e misurabili, si identifica un percorso che consenta al cliente di giungere all’acquisto. Fin qui tutto standard. Quello che cambia profondamente è che l’Experience Designa non valuta solo la User Experience, che rischia di rimanere scollegata dal sentimento che il cliente vive mentre si relazione con il brand o il prodotto.

L’Experience Design è un approccio olistico al marketing, valuta i sentimenti che il cliente prova nel processo di acquisto e nella relazione con il brand.

Il punto chiave dell’Experience Design è cercare di costruire un’immagine emotiva nella mente del cliente cercando di avvicinare quanto più possibile il lato emotivo con quello razionale.

Nel processo di acquisto infatti il cliente si costruisce una percezione emotiva del prodotto o dell’impresa e la giustifica dal punto di vista razionale. La fase di acquisto spesso non è razionale, ma meramente emotiva. Lavorare sulle emozioni quindi facilita in maniera enorme l’acquisto.

Lavorare sulle emozioni è uno dei modi, forse quello più importante, per contribuire a creare valore per le imprese. Questo è ciò che fa quotidianamente Enrico Colacillo. Osservando i brand più forti è facile comprendere come l’Experience Design sia molto più efficace delle motivazioni razionali, l’emozione è ormai pervasiva nel marketing.

La bellezza come elemento per creare valore per le imprese

La bellezza è percepita come elemento distintivo se il valore del brand è in sintonia con il valore del prodotto. Di fatto un brand è una promessa di valore. Ogni volta che pensiamo ad un brand immaginiamo quale valore ci attendiamo da esso.

Valori, modo di operare, vocazione sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano in maniera univoca e forte un’impresa. Nella bellezza questi valori risuonano insieme ai valori del cliente. È qui che la bellezza diviene elemento distintivo e caratterizzante dell’esperienza.

Di fatto la bellezza nasce quando l’immagine che noi abbiamo costruito di un brand e del suo valore coincide con quello che percepiamo nei touch point e quindi quando il brand diviene coerente. Ci aspettiamo qualcosa e quel qualcosa viene soddisfatto proprio quando noi vorremmo che lo fosse. Individuare e strutturare queste opportunità è uno dei modi per creare valore per le imprese.

Creare valore per le imprese o creare valore con le imprese?

Le imprese hanno un ruolo importante nella nostra società. La responsabilità di essere imprenditore è una responsabilità enorme.

Ci si può assumere questa responsabilità o meno, questa è una libera scelta dell’imprenditore. Ma se si decide di essere pienamente imprenditore, allora la responsabilità del ruolo diviene importante. L’etica connaturata a questo ruolo è fortissima. Creare valore per le imprese e dalle imprese diviene un elemento connaturato.

La responsabilità sociale, ambientale, culturale sono responsabilità molto importanti e possono essere esse stesse elemento per creare valore per le imprese. Attenzione, solo se la coerenza è elemento distintivo dell’etica.

La costituzione italiana parla di lavoro come elemento e contributo spirituale alla società. Elemento che è considerato distante dall’attività commerciale. Ma spesso dimentichiamo che portare valore alle persone e portarlo con la bellezza è elemento di civismo e cambiamento sociale.

Per Enrico Colacillo, e noi condividiamo appieno, come imprese ed imprenditori possiamo, se vogliamo, provare a migliorare la società. Creare valore per le imprese con bellezza vuol dire strutturare una forte motivazione emozionale, un legame che governa la percezione del brand nella testa delle persone.

Nella società occidentale la maggior parte di noi non ha più bisogni primari.

Gli acquisti sono legati a infinite declinazioni di momenti di amore. Risolvendo dei bisogni non facciamo altro che soddisfare dei bisogni di amore. Quando si fa questo bisogna essere molto rispettosi e dare molto valore all’etica dell’attività imprenditoriale dichiarando i propri valori in maniera chiara.

Per creare valore per le imprese bisogna anche essere disposti a costruire piccoli momenti d’amore.

Please on Stage - Innovatori a confronto

Please on stage è un evento aperto, un percorso di dialoghi con innovatori. Ospitiamo ogni martedì alle 18.00 un innovatore e parliamo di quello che è per lui l’innovazione, di come ha sviluppato il suo percorso e di come poter diffondere i concetti dell’innovazione aperta.

Ci poniamo domande e cerchiamo di comprendere le lezioni che ognuno di noi nel suo lavoro ogni giorno apprende. Un modo per imparare in maniera condivisa.

Se conosci un innovatore, se sei un innovatore, se vuoi scoprire come lavorano gli innovatori seguici. Ogni martedì alle 18.00.

Experience Design

Enrico Colacillo Experience Designer

Creare valore per le imprese

Promuovere la bellezza nel mondo

Progettare un’impresa è prima di tutto trovare un valore che soddisfi i bisogni

Quasi tutte le startup falliscono. L’unico modo per avere un orizzonte di futuro è quello di allineare la propria proposta di valore ai bisogni reali del mercato.

Ci sono anche tanti altri fattori da analizzare, ma senza una validazione, senza una individuazione del bisogno da soddisfare, non esiste idea in grado di creare valore per le imprese e quindi avere futuro.

In questa fase storica dove i bisogni sono aleatori ed esiste una grande saturazione del mercato, i fattori classici di macro economia non sono più elementi distintivi per avere successo.

Lavorare con etica vuol dire servire le persone e servire alle persone

Enrico Colacillo

Experience Designer

 

Per avere successo, secondo Enrico Colacillo, è necessario che l’impresa divenga un progetto di servizio alle persone ed alle comunità. Le imprese devono creare valore come elemento di risposta ad un bisogno, siano bisogni concreti o emozionali o emotivi.

Ogni step di creazione di impresa deve prevedere una seria analisi e validazione dei risultati con il mercato. Non parliamo di sondaggi, ma di veri e propri test del processo o del prodotto. L’innovazione è elemento di validazione non creatività fine a se stessa.

Il test non è mai un errore perché permette di comprendere sempre qualcosa e permette di imparare sempre. L’umiltà è l’elemento caratterizzante in quanto prevede scambiare i ruoli. Il cliente diviene il suggeritore per il successo. Se si riesce a entrare in quest’ottica la validazione diviene un elemento di evoluzione dell’idea.

Far entrare il territorio nelle imprese e viceversa

Oggi molte aree dell'agricoltura sono legate ad una modello di mero conferimento. Un modo di fare impresa molto limitato e con obiettivi slegati da aspetti culturali e di attenzione al territorio o al cliente. Questo modello allontana paradossalmente l'agricoltore dalla terra perché orienta l'attenzione dell'imprenditore esclusivamente al conferimento.

Un'agricoltura più sana e vicina al mercato ha questo modello di business come concorrente. Si trova di fronte ad una lotta impari sia dal punto di vista della capacità economica che culturale.

Un imprenditore attento alla terra ed al mercato, applicando la vendita diretta riesce a vivere meglio le esigenze del cliente. Quando queste mutano in cerca di autenticità (come accade ormai da anni) esso riesce a leggerle meglio. Ma un singolo imprenditore ha costi enormi rispetto al modello di conferimento.

Per "sconfiggere" o meglio per iniziare a cambiare questo modello, creando nuove opportunità per tutti, la strada maestra dovrebbe essere quella di iniziare a contaminare il modello predominante dimostrando la bontà delle alternative più sostenibili ed etiche. Ma per farlo si deve imparare a parlare anche il linguaggio del modello classico che è un linguaggio prettamente economico.

Nel momento in cui si riesce a creare interesse e costruire relazioni dimostrando l'efficacia di modelli alternativi attraverso i risultati, allora si può tentare di modificare lo status quo, si è cioè acquisita la credibilità necessaria. Dove il sistema è troppo bloccato da permettere la nascita di modelli apparentemente spuri, il sistema si condanna all'estinzione perché uccide ogni opportunità di innovazione.

L'innovazione ambientale e sociale deve quindi necessariamente passare dalla cura del territorio, delle relazioni, dal costruire percorsi di apertura e di fiducia sviluppando obiettivi comuni. Ma deve avere sempre in primo piano anche fatturato e marginalità che rappresentano la base su cui un'impresa sana può vivere e prosperare ed un elemento di collegamento con il "mondo fuori".

Cercare opportunità come metodo di impresa

Dovremmo imparare ad utilizzare alcuni strumenti per leggere le evoluzioni del mondo alla ricerca delle migliori opportunità. Luca Riccadonna consiglia di dedicare due momenti della giornata di ognuno a questa attività. Questo è molto importante quando si sviluppa un progetto, ma lo è ancor di più in un periodo così difficile da comprendere ed interpretare.

Il primo dovrebbe essere un momento di analisi. Studiare cosa accade nel mondo e comprendere come gli eventi potrebbero influenzare il nostro progetto. Costruire una mappa che possa aiutarci a trovare la strada ed identificare così le nostre piccole opportunità di resilienza. Dotarsi cioè di una mappa che ci aiuti a comprendere come i cambiamenti sociali, economici, culturali, tecnologici possano influire sulla nostra vita.

Ma non fermasi qui. Dopo aver aggiornato la mappa si dovrebbero rileggere gli aggiornamenti fatti nei mesi precedenti. Una sorta di analisi critica del percorso fatto. Ciò ci permette di comprendere la velocità temporale dei cambiamenti e la nostra velocità relativa, la chiave per adattarci.

Il secondo momento dovrebbe essere dedicato all'ascolto: leggere, osservare le esperienze di altri, studiare, guardarsi intorno. Non necessariamente temi o argomenti legati al proprio settore tecnico, ma ampliare il più possibile gli orizzonti per arricchire la faretra di frecce a corredo del nostro arco. Ogni freccia è un'opportunità, ogni competenza un arco diverso da utilizzare alla bisogna.

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