Leonardo Setti

Leonardo Setti e la ricerca su inquinamento e Covid 19

Una puntata di Please on Stage con Leonardo Setti per parlare di modelli di sviluppo sostenibile dopo la pandemia del Covid 19 e le ricerche effettuate dall’Università di Bologna sulla correlazione tra virus e livelli di inquinamento.

Leonardo Setti è un “ricercatore confermato della Facoltà di Chimica Industriale “Toso Montanari” dell’Università di Bologna dal 1998 dove svolge ricerche nell’ambito delle tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili trattando in particolare tecnologie solari dirette per lo sviluppo di moduli fotovoltaici plastici per la trasformazione dell’energia solare in energia elettrica e tecnologie solari indirette attraverso lo sviluppo di bioelettrodi da applicare nelle realizzazione di biofuel cell per la trasformazione delle biomasse di scarto in energia elettrica”.

Di recente si è occupato di una ricerca sulla correlazione tra diffusione del virus Covid 19 e presenza di inquinanti in atmosfera, ricerca che è saltata alla ribalta internazionale per i risultati presentati in un Position Paper pubblicato nella primavera del 2020.

Leonardo Setti ha iniziato a teorizzare la necessità di nuovi modelli di sviluppo sostenibile sin dai primi anni 2000 ed oggi, dopo la fase acuta della pandemia in Europa si dice sicuro dell’urgenza di un cambiamento per sfruttare questa fase di “ricostruzione” economica necessaria alle società ed alle imprese.

Ma veniamo al tema Covid 19 portato avanti da Leonardo Setti ed altri. Lo studio dell’università di Bologna si è basato sui dati di centinaia di stazioni di monitoraggio dell’aria distribuite nelle principali città italiane (centraline Arpa).

Si sono analizzate tantissime sostanze inquinanti, la loro presenza e i livelli misurati in ogni città. Infine si sono correlati tali dati con i parametri di diffusione del virus, in particolare cercando ridondanze tra la diffusione (il fatidico R0) e gli inquinanti.

Si è visto che la capacità del virus di infettare era tanto più alta quanto sforamenti dei valori limite nelle centraline erano ripetuti. Più una centralina segnalava sforamenti nei parametri ambientali e più questi sforamenti erano ripetuti e ravvicinati, più il virus sembrava avere capacità diffusiva.

“Abbiamo cercando il virus nelle particelle di polveri sospese ed effettivamente abbiamo visto che è presente”

Quindi le particelle di polveri sospese possono fungere da carrier del virus, cioè trasportarlo a distanze superiori al fatidico metro di distanza.

Per semplificare vediamo un caso tipico. Una persona infetta starnutisce e le particelle di saliva contenenti il virus si distribuiscono nell’aria cadendo o asciugandosi entro i due metri che è appunto la distanza di sicurezza ottimale.

Se però in atmosfera è presente molto pulviscolo e soprattutto pulviscolo fine (tipico di un’aria inquinata da polveri sottili ed ultrasottili) queste particelle di saliva possono aderire al pulviscolo e compiere molti metri in più. Il virus prima o poi morirà, ma nel frattempo rimane sospeso in aria per più tempo e compie più strada.

È presumibile che il virus in questo modo riesca a mantenersi vitale per quei pochi secondi o minuti che permettono alle particelle di compiere 3-5 metri, il che comporta di fatto un aumento esponenziale della sua capacità diffusiva. Effetto che sembrerebbe confermato dai dati analizzati.

Non sappiamo se e quanto il virus riesce anche a vivere di più in aria in questo modo, ma sappiamo che questa “tecnica” di diffusione è già utilizzata da altri virus. Sappiamo anche che in natura quando un essere vivente scopre una strada per moltiplicarsi poi la utilizzerà in maniera molto efficiente.

Servono nuovi modelli di sviluppo sostenibile

Diviene chiaro quindi che il Covid 19 sia anch’esso in un certo senso un “figlio” della mancanza di nuovi modelli di sviluppo sostenibile e quindi modelli sbagliati e pericolosi. Modelli che distruggono le foreste vergini costringe gli animali ad uscire allo scoperto ed interagire con l’essere umano esponendolo a nuovi salti di specie.

I modelli di sviluppo sostenibili non svuotano intere aree del pianeta delle ricchezze che servono al pianeta per farci vivere, impoverimenti che ci espongono a rischi di catastrofi ambientali ogni giorno. Su questo Leonardo Setti è stato molto chiaro.

Veri modelli di sviluppo sostenibile non porterebbero al moltiplicarsi dei fenomeni estremi in Europa. Il fatto che facciamo ancora fatica a vederli nell’arco di una vita umana adulta non è una giustificazione plausibile per non agire oggi, perché la scienza li vede e li studia da tempo. Ma la scienza non decide, siamo noi e la politica a decidere il futuro.

Come per la diffusione del Covid 19 ad esempio, questi modelli di sviluppo malati causano fattori di crescita delle catastrofi ambientali di livello esponenziale. Lo abbiamo visto con il virus che ogni settimana raddoppiava il numero di persone infette. Rischiamo di vederlo con altri aspetti naturali.

Come attuare modelli di sviluppo sostenibile

Per attuare modelli di sviluppo sostenibile abbiamo una sola scelta: la responsabilità personale.

Ogni nostra scelta di pone di fronte a due possibilità: la sostenibilità o lo sfruttamento indiscriminato del pianeta.

Possiamo scegliere ogni giorno in moltissimi aspetti. Troppo spesso però pensiamo che siano solo le scelte grandi a fare la differenza. Invece sono le piccole scelte, quelle di ognuno di noi a fare, sommate, la differenza.

Le nostre scelte fanno anche pressione su un mondo politico così refrattario a scegliere modelli di sviluppo sostenibile.

Non abbiamo scelta quindi. Ognuno di noi deve porsi oggi una domanda: in che direzione posso andare?

Modelli di sviluppo sostenibile come fattori di sopravvivenza

Oggi le opportunità sono davvero tante ed iniziare a vivere in maniera davvero sostenibile non è poi così difficile. Ma non dobbiamo nemmeno pensare che la cosa sia indolore.

Quando siamo passati dal cavallo all’auto il mondo legato all’industria dell’allevamento dei cavalli è andato pesantemente in crisi e in pochi anni la stragrande maggioranza degli allevatori è fallita.

Al tempo stesso però sono nati nuovi lavori, nuove prospettive e nuovi modi di vivere. Ogni rivoluzione porta con se la necessità di cambiare i modelli industriali, sociale, organizzativi. Oggi siamo esattamente in questa fase.

Abbiamo di fronte l’opportunità di scegliere nuovi modelli di sviluppo sostenibile che causeranno la perdita di milioni di posti di lavoro, ma ne creeranno altrettanti o molti di più. Ma soprattutto creeranno posti di lavoro che miglioreranno il pianeta e il nostro futuro.

Se invece non faremo questo passo non avremo possibilità di sopravvivere come società e come modello di sviluppo. La natura avanza per modelli selettivi, chi non si adatta non sopravvive.

Con Leonardo Setti abbiamo affrontato temi quali la mobilità sostenibile, le fonti rinnovabili, il consumo di energia, la progettazione e le soluzioni di storage per il futuro. Ma in particolare abbiamo compreso come le scelte oggi sono prevalentemente nostre, di responsabilità personale e sono a portata di mano.

Please on Stage - Innovatori a confronto

Please on stage è un evento aperto, un percorso di dialoghi con innovatori. Ospitiamo ogni martedì alle 18.00 un innovatore e parliamo di quello che è per lui l’innovazione, di come ha sviluppato il suo percorso e di come poter diffondere i concetti dell’innovazione aperta.

Ci poniamo domande e cerchiamo di comprendere le lezioni che ognuno di noi nel suo lavoro ogni giorno apprende. Un modo per imparare in maniera condivisa.

Se conosci un innovatore, se sei un innovatore, se vuoi scoprire come lavorano gli innovatori seguici. Ogni martedì alle 18.00.

Modelli di sviluppo sostenibile post Covid 19

Assumiamoci la responsabilità delle scelte

Chiediamo soluzioni più rispettose 

Promuoviamo una cultura della sostenibilità

Studiamo e formiamoci

Il Centro per le Comunità Solari

Nel tempo Leonardo Setti ha compreso come le azioni di pressione lobbistica e di comunicazione siano elementi fondamentali per provare ad intaccare la coscienza sociale e cambiare un futuro tristemente scritto.

Ha quindi fondato il Centro per le Comunità Solari Locali. Un luogo fisico dove incontrare esperti e iniziare a sviluppare un percorso di adattamento personale che introduca nella vita di ognuno di noi nuovi modelli di sviluppo sostenibile famigliare o di impresa.

Soluzioni che partono da piccoli passi ed individuano le strade ottimali per ognuno di noi. È sufficiente recarsi presso la sede o gli altri punti in apertura in giro per l’Italia per ottenere una valutazione gratuita del proprio profilo energetico e avere consigli sulla strada ottimale per diventare sostenibili.

Essere sostenibili è iniziare a fare la propria parte, assumersi le proprie responsabilità

Leonardo Setti

Docente e ricercatore universitario

Attuare nuovi modelli di sviluppo sostenibile non è più una opportunità, è l’unica strada realmente disponibile.

Oggi il mondo della scienza ce lo dice con insistenza e ci indica anche cosa rischiamo e quanto. Sta a noi comprendere che sono le nostre scelte che condizionano il mercato e la politica.

Se desideriamo che la politica attui modelli di sviluppo sostenibile, dobbiamo fare scelte di sviluppo sostenibile noi per primi.

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