Turismo in Umbria, la natura e al persona al centro

Un’altra puntata in viaggio per l’Italia con il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ ed un’altra sosta nel cuore della bellissima e verdissima Umbria, una regione a fortissima vocazione turistica, ma che essa stessa fatica a trasformare sua fonte economica primaria.

Il turismo in Umbria non è infatti la principale risorsa economica come non è il principale fattore di sviluppo per una regione che vede la sua economia prevalentemente trainata dal settore dei servizi (importanti centri direzionali del settore della finanza e non solo hanno sede in questa regione). Il turismo e l’agricoltura insieme potrebbero diventare un punto nodale di uno sviluppo sostenibile fortissimo, soprattutto se abbinato ai grandi attrattori legati alla cultura, alla storia, alla natura ed all’architettura che questa regione sa regalare al visitatore.

In questa puntata siamo andati nella valle del Chiani ed in particolare nei comuni di Parrano e di Ficulle, borghi di un territorio ricco di piccoli centri abitati e di storia come moltissime realtà che caratterizzano il turismo in Umbria dove il verde si alterna a skyline medioevali in mezzo ad odori di bosco e di cucina d’altri tempi.

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Visitare Parrano e Ficulle, respirare a pieni polmoni

La salute e la cura del territorio al centro

Un borgo che ci riporta all’essenza del respiro

Una natura ed una cultura che sanno conquistarci

Turismo in Umbria: il ruolo dei borghi marginali

L’Umbria, nota a tutti come il cuore verde dell’Italia, può a ben ragione essere definita anche la regione al centro del turismo religioso e storico del nostro paese per gli amanti dei borghi marginali, della cultura, della storia, del buon cibo e della vita all’aria aperta.

Parrano e Ficulle riassumumono, come molti borghi umbri, un po’ tutte queste caratteristiche posizionandosi a ridosso di crocevia di altri tempi e quindi ricchi di tante testimonianze del passato.

Questi territori possono oggi rappresentare il punto di riferimento di un nuovo modo di vivere il turismo in Umbria e in generale in Italia offrendo l’autenticità come elemento chiave. Territori che da marginali potrebbero diventare il nuovo centro di sviluppo del futuro sostenibile del nostro Paese.

Come detto il turismo in Umbria non ha saputo o potuto assurgere ad elemento economico e di tutela del territorio primario per la regione che continua a basare la sua economia su un sistema di servizi direzionali (che raramente hanno qui attività produttive), su un’agricoltura che deve oggi reinventarsi e dei distretti industriali tanto importanti quanto isolati. C’è quindi molto spazio di miglioramento ed una possibile domanda di lavoro che nel post covid potrebbe trovare in questo settore una importante risposta.

Proprio dall’Umbria infatti, grazie alla ricchezza di piccoli borghi di cui è portatrice, potrebbe ripartire un ripensamento del ruolo dei territori marginali nel post pandemia grazie anche alle risorse che arriveranno nel nostro paese con il PNRR. L’Umbria potrebbe aspirare ad avere un ruolo centrale nel periodo 2021-2026 ed essere motore della nascita di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e coesivo.

Puntando con forza in questa direzione molte regioni italiane potrebbero creare percorsi di crescita economica importanti creando milioni di posti di lavoro. Il turismo in Umbria ed in tutto il nostro paese è un’attività a fortissima intensità lavorativa (impiega molte persone per unità di prodotto) e per sua natura tendenzialmente tende alla tutela del territorio perché è il territorio che è la vera fonte di reddito. Passato il periodo speculativo dei precedenti decenni, oggi questo settore può finalmente presentarsi come un motore davvero sostenibile della nsotra economia.

La Valle del Chiani come esempio da seguire

Ecco come la valle del Chiani può ben essere presa ad esempio di una sperimentazione di un modello differente da seguire e sostenere. Il festival, che a ben vedere non è un evento estemporaneo ma la manifestazione pubblica di un modello di sviluppo, a Parrano, Ficulle e dintorni assume un ruolo di narrazione della tutela del territorio e delle persone che lo abitano.

La centralità del respiro come elemento di sincronizzazione tra essere umano e ambiente diviene quindi il modo per raccontare, in un ricco programma culturale, un vero e proprio modo di intendere lo sviluppo locale e non è un caso se proprio tra gli organizzatori è presente Paola Rizzitelli, migrante ante litteram alla costante ricerca dell’essenza del benessere nella vita quotidiana.

Vivere il Festival IT.A.CÀ in piccole realtà come Parrano e Ficulle vuol dire respirarne fisicamente il territorio e le genti, scoprirne le peculiarità, innamorarsi della natura e della storia che qui possono divenire elemento sinergico di sviluppo economico.

Non è un caso se sempre più questi piccoli borghi divengono meta per la vita o per periodi di vita di persone (non solo artisti, ma anche professionisti) che vogliono ricercare una nuova dimensione umana dopo la pandemia.

Festival del Turismo Responsabile

Una nuova avventura, un nuovo modo per raccontare i territori e le esperienze di sostenibilità.

Ogni evento avrà un approfondimento tematico e speciali per raccontare non solo cosa avviene, ma cosa aspettarsi e come prepararsi ad ogni tappa.

Una narrazione da leggere prima e dopo ogni evento, una narrazione da integrare perché diventi un racconto condiviso del nostro festival.

Non ti perdere nemmeno un evento, vai al programma e approfondisci tutti i singoli eventi nel ricchissimo palinsesto del festival.

Come partecipare alla tappa della Calle del Chiani

Per partecipare è sufficiente recarsi sul sito del Festival IT.A.CÀ per consultare il programma. Quasi tutti gli eventi sono assolutamente liberi e senza alcun vincolo, basta essere presenti nel luogo e nell’ora giusta e godersi l’evento.

La logistica è gestita nel rispetto totale delle prescrizioni atte a limitare la diffusione del Covid19 ed i grandi spazi all’aperto offrono opportunità di convivialità covid safe. In generale verranno rispettate le linee guida nazionali quindi basta essere aggiornati sulle modalità di fruizione degli eventi all’aperto o al chiuso.

Relativamente alle attività è bene ricordarsi che si è in quota e quindi per soggiornare a Parrano, Ficulle o nei comuni limitrofi è consigliato verificare le condizioni meteo prima della partenza con un occhio particolare alle temperature.

Turismo Responsabile è anche responsabilità personale e quindi contribuire allo sviluppo dei luoghi e dei territorio e vivere con essi. Chi parteciperà dovrebbe vivere il territorio, conoscere e confrontarsi con la popolazione, vivere i luoghi rispettandoli.

Non dimentichiamo che è importante vivere economicamente e socialmente sul territorio. Fate vedere agli operatori del settore che il turismo responsabile e sostenibile può essere la strada per il futuro, facciamo la nostra parte anche come turisti, migranti e viaggiatori.

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