Cosa sono le comunità energetiche?

Le comunità energetiche nascono in Italia nel 2019, almeno dal punto di vista normativo, con il decreto milleproroghe (convertito poi nella legge n° 8 del 28/02/2020) a cui sono seguiti i provvedimenti di adeguamento di ARERA (l’autorità per l’energia). Il vero quadro completo arriva però con il D.Lgs 199/2021 che finalmente rende attuativa in Italia la direttiva RED II sulle fonti rinnovabili e la loro diffusione e promozione.

Vediamo i punti chiave di tale decreto che ci aiutano a comprendere cosa siano le comunità energetiche e a capire l’importanza rivoluzionaria di tale riforma:

  • Le comunità si basano su adesione volontaristica e aperta (democratica)
  • Possono essere costituite e partecipate da qualunque tipologia di soggetto fisico o giuridico
  • Hanno governance autonoma e democraticamente controllata dai soci
  • Possono possedere impianti a fonte rinnovabile
  • I soci devono avere sede nelle vicinanze degli impianti rinnovabili posseduti
  • Hanno lo scopo di fornire benefici economici, sociali ed ambientali ai soci

Dal punto di vista tecnico le dimensioni di una comunità energetica sono ristrette a 3-4 piccoli comuni o due o tre quartieri di una città, o detto meglio in termini tecnici, non devono superare la potenza di 1MW e tutti gli utenti devono essere connessi alla stessa cabina primaria del gestore di rete. Grande importanza ha il fatto che possono aderire alla comunità energetica anche soggetti che hanno già un impianto a FER.

L’uso dell’energia in una comunità energetica è incentivato, per cui il ritiro dell’energia apporta alla stessa interessanti vantaggi economici. Infatti viene definito un incentivo di 110€/MWh per 20 anni sull’energia condivisa all’interno della comunità, 9€/MWh sull’energia condivisa che apporta benefici alla rete, 60€/MWh sull’energia rinnovabile immessa in rete per un totale forfettario di 179€/MWh per 20 anni. Tali incentivi rendono gli impianti realizzati da una comunità energetica ammortizzabili in pochissimo tempo (alcuni anni).

Da notare che per incentivare tali comunità lo scambio sul posto sarà soppresso, al di fuori delle comunità energetiche, per i nuovi impianti dal 15/09/2022, mentre per i vecchi impianti sarà soppresso dal 01/01/2025.

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Dalle comunità marginali all’economia della risonanza”.

L’importanza di un progetto sociale

Gli obiettivi ambientali in una comunità energetiche sono evidenti

Meno evidenti sono spesso gli obiettivi sociali

Una comunità che riesce a sviluppare progetti a valenza sociale ha maggiore possibilità di risultato

I territori che riescono a sviluppare economia sociali riescono anche a costruire intorno alle comunità energetiche veri e propri ecosistemi di innovazione che rendono il territorio più appetibile sotto molti punti di vista

Lo sviluppo di modelli sociali a valle della costituzione di una comunità energetiche rende il territorio più vivo, coeso e economicamente molto più interessante e resiliente

Come funzionano le comunità energetiche?

Il modello di governance della comunità energetica è essenzialmente quello di una Not For Profit e cioè di una realtà che condivide strumenti economici e finanziari non a scopo di lucro, legati all’energia, per produrre benefici diretti per i soci. L’attività è assimilabile a quella dell’impresa in cui i benefici economici per i singoli devono essere positivi ed in equilibrio senza tendere però al profitto fine a se stesso.

I modelli sono vari e ogni realtà ha individuato soluzioni relativamente specifiche per ogni territorio, ma possiamo dire che i tratti salienti siano sempre gli stessi ed in particolare viene:

  • Promossa una società o un ente no profit
  • Delineato uno spazio territoriale di adesione
  • Costituita la realtà e creato un modello finanziario
  • Definito un set di obiettivi di budget condivisi
  • Definito un insieme di modelli di gestione degli utili (noi promuoviamo soluzioni a fini sociali)

Molte comunità energetiche quindi hanno un sistema di adesione simile a una qualunque realtà no profit in cui i promotori sono spesso enti pubblici o aziende compartecipate, più raramente cittadini singoli che si associano e la promuovono. Tale orientamento crediamo sia solo iniziale e a breve siamo certi nasceranno sempre più comunità energetiche promosse da gruppi di cittadini.

Gli utili vengono in genere ripartiti tra i soci in proporzione alla produzione ed agli usi che fanno dell’energia e una quota dei dividendi viene destinata a progetti culturali di formazione ed informazione spesso sui temi della sostenibilità ambientale e sociale.

Molto importante è anche il tema dell’impegno diretto o indiretto alla sensibilizzazione verso la sostenibilità ambientale, che molte comunità energetiche attuano con continuità. Tale attività è da una parte di fondamentale importanza per diffondere la sensibilità ambientale nei territori, dall’altra parte permette di fare una vera e propria attività di marketing e promozione del progetto stesso.

Il progetto Comunità Energetiche Solari

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Le comunità energetiche in Italia

Secondo il rapporto sulle Comunità Rinnovabili del 2021 redatto da Legambiente, in Italia sono operative più di 20 comunità energetiche e ne sono in sviluppo almeno un’altra decina. C’è da dire che tale attività in realtà è in forte esplosione e il documento per quanto di recente redazione sembra già assolutamente superato.

Le dimensioni delle comunità energetiche rappresentano un altro interessante dato. Ne fanno spesso parte impianti in bassa tensione in genere sotto i 50kWp ed in gran parte impianti fotovoltaici su tetto, sia esso industriale o civile.

Dal punto di vista geografico si nota una distribuzione omogenea su tutto il territorio nazionale. Gli obiettivi della stragrande maggioranza delle comunità energetiche sono di raggiungere l’indipendenza energetica, la sostenibilità nella produzione e consumo e il desiderio di sfruttare il surplus economico messo a disposizione dal modello per progetti a carattere sociale ed ambientale.

Perché creare una comunità energetica

Le motivazione per cui creare una comunità energetica sono molteplici e tutte assimilabili al vantaggio economico, sociale e ambientale che esse apportano ai partecipanti a questo modello organizzativo.

Dal punto di vista economico è evidente come i crescenti costi energetici motivati da una sempre più cronica penuria di fonti fossili (siamo troppi a volerle e ce ne sono sempre meno) e dai crescenti attriti internazionali per il loro accaparramento, rendano l’autoproduzione e l’indipendenza energetica un fattore economico di primaria importanza.

Una comunità energetica riesce a rendersi autonoma dal punto di vista economico svincolandosi in parte o del tutto dalla crescita del prezzo delle fonti fossili. È sufficiente infatti sostituire il 40-50% della produzione energetica fossile con quella rinnovabile per rendere la crescita economica del prezzo delle fossili assolutamente ininfluente sul bilancio familiare o aziendale. Creare una comunità energetica ben strutturata rende tale obiettivo facilmente raggiungibile sia per una famiglia che per un’impresa.

Dal punto di vista ambientale il vantaggio è evidente: eliminando la produzione locale energetica da fossili o riducendola drasticamente si ottiene una riduzione immediata dell’inquinamento. Un modo per ottenere vantaggi ambientali immediatamente percepibili.

Infine vi è il risultato sociale. I benefici sono molteplici e dipendono innanzitutto dal modello di governance che si sceglie e quindi da come si decide di investire gli utili.

Una comunità energetica inoltre, toccando tasti personali abbastanza importanti quali il bilancio economico del soggetto aderente, tende a creare modelli sociali coesivi. Si instaura cioè una comunione di intenti che vede nel modello di coesione sociale lo sbocco naturale di tutti i progetti. Il più classico dei modelli win-win dove il vantaggio del singolo e della comunità coincidono e se si investe a livello sociale sul territorio, la comunità cresce e i vantaggi per tutti crescono.

Di questi aspetti ne ho parlato largamente nel mio ultimo libro, puoi scaricarne un abstract gratuito dal form sopra oppure leggere un articolo specifico a questo link.

Scopri di più sulle Comunità Energetiche

Le comunità energetiche sono uno strumento potentissimo per lo sviluppo locale e territoriale oltre che per rendere economicamente indipendenti i nostri territori dal caro bollette.

La nostra esperienza e quella dei nostri partner in questi ambiti è stata pionieristica. Abbiamo iniziato a parlare di questi temi già nel 2005 quando ancora non esisteva il conto energia e in questi anni abbiamo sviluppato modelli di creazione di imprese territoriali, abbiamo contribuito alla creazione di progetti di sviluppo territoriale, abbiamo realizzato progetti in tutta Italia.

Se vuoi realizzare un evento informativo, se vuoi avviare la tua impresa di comunità, se vuoi attivare una comunità energetica sul tuo territorio non esitare a contattarci. Abbiamo tutto il know-how per lo sviluppo di comunità energeticamente indipendenti, socialmente coesive e economicamente molto convenienti.

Come creare una comunità energetica

Sviluppare una comunità energetica efficiente e con risultati di valore per il territorio non è semplice, ma non richiede nemmeno tempi e soluzioni troppo complesse. Per avviare un percorso costitutivo è necessario affrontare i bisogni locali e scomponendo le relative azioni in tre piani di intervento: il piano ambientale, il piano sociale e quello economico.

Dal punto di vista economico il percorso è in parte tracciato dalla normativa e dai relativi accordi che devono essere fatti per la loro costituzione. Quindi la soluzione è realizzare un soggetto giuridico che gestisca il minimo delle attività previste per legge e si doti degli strumenti adeguati per la rendicontazione. Nulla di trascendentale, esistono realtà che lo fanno con piccoli costi di gestione e quindi questi passaggi sono semplici e veloci. Se vuoi un supporto assolutamente gratuito alla comprensione di questi passaggi non esitare a contattarci.

Dal punto di vista ambientale il tema è relativamente semplice ma non semplicistico. La creazione di una impresa di comunità o comunque di un soggetto che mira all’autonomia energetica dalle fossili o ad una loro drastica riduzione è banale ed automatico in quanto si sostituiscono le fonti esistenti. La semplice costituzione di una comunità energetica raggiunge questo obiettivo, ma per avere un adeguato livello di equilibrio economico è necessario valutare bene anche il bilancio energetico. In questo, inutile dirlo, è bene appoggiarsi a tecnici specializzati.

È molto importante inoltre non tralasciare e trascurare l’aspetto sociale, è possibile infatti creare un vero e proprio modello sociale intorno allo sviluppo di una comunità energetica che comporti vantaggi per il territorio in termini di fruibilità, godibilità ed appetibilità. Si possono sviluppare sistemi virtuosi che facilitano o migliorano la nascita e lo sviluppo di imprese agricole, turistiche, commerciali e così via. Un vero e proprio incubatore territoriale insomma.

Infine il modello di sviluppo delle comunità energetiche può essere integrato con modelli sociali coesivi che rendano il territorio più solido dal punto di vista sociale. Può essere banale ricordare ad esempio che  molte comunità energetiche investono parte dei loro utili al miglioramento della qualità della vita del proprio territorio, ma ciò viene fatto in maniera consapevole ed evidente. Utilizzare fondi della comunità per la manutenzione di un parco, a sostegno di una scuola ad esempio rende quella comunità “soggetto politico” che attua azioni Politiche sul territorio, traccia cioè un solco di governance spingendo anche gli enti pubblici ad “inseguire” in una sorta di miglioramento continuo promosso dal basso.

Grazie a persone come te stiamo sviluppando Comunità Energetiche e Comunità Solari in tutta Italia, se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo su questo tema.

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