Come nasce una comunità energetica e solare a Ravenna? Con una sala strapiena!!!

Lasciatemi iniziare questo articolo con una affermazione di grande gioia: FINALMENTE!!!

La prima puntata del percorso avviato per comprendere come nasce una comunità energetica e solare ha visto una sala strapiena, persone fuori dalla porta in piedi ad ascoltare, domande e partecipazione molto molto calda.

La serata aveva uno scopo informativo e di livellamento delle competenze, dovevamo comprendere tutti cosa sono le comunità energetiche ed era giusto partire con un evento divulgativo per mettere tutti sullo stesso piano in un tema che rischia di essere molto tecnico e di difficile comprensione.

Era importante far comprendere a tutti le scelte e le motivazioni che ci hanno spinto ad incontrarci e che il costo in bolletta è un sintomo e non la causa del problema.

Rispetto ai nostri principi ed ai nostri valori legati alla sostenibilità ed alla necessità di una urgente transizione energetica, tecnologica e economica non ci facciamo illusioni purtroppo: moltissimi hanno partecipato per necessità a causa di un caro bollette che sta spingendo verso la povertà energetica molte fasce della popolazione.

Ma questo non è necessariamente un male. È importante che, mentre si affrontano i cardini dell’emergenza, si abbia anche la forza ed il tempo di fare cultura e di far comprendere alle persone che abbiamo necessità di un vero e proprio shift culturale.

Per questo non potevamo non iniziare la serata con Leonardo Setti, fondatore e principale promotore delle Comunità Solari in Italia.

Di seguito un breve riassunto dei principali temi trattati durante la serata, un verbalino (se vogliamo chiamarlo così) per chi non c’era e per chi ha interesse di seguire questo percorso.

Perché cambiare abitudini è importante

Se il sole è disponibile solo in determinati orari dobbiamo imparare a consumare energia quando c’è.

Cambiare abitudini, grazie anche alla tecnologia, non è faticoso e costa molto molto meno che utilizzare le fossili sia in termini ambientali che economici. 

Fare le comunità energetiche solari richiede uno shift culturale

Le comunità energetiche in Italia impongono uno shift culturale perché richiedono uno shift tecnologico. Oggi produciamo energia quando serve, domani dovremo consumare energia quando c’è. Questo non è un passaggio banale.

Passare ad una società rinnovabile  è urgente e necessario per salvare il genere umano, qui ne abbiamo parlato tante volte. Ma una società rinnovabile è basata sui tempi della natura e non su quelli dell’uomo. Abbiamo vissuto per secoli così e il cambiamento repentino è avvenuto con l’avvento del fossile, quindi non più di 200 anni.

Una società rinnovabile consuma, in gran parte, quando l’energia è abbondante e disponibile e cioè quando la natura con il sole ed il vento ce la mette a disposizione. Questo shift culturale non è facile, ma può essere lo scopo delle comunità energetiche e solari, esse possono abituarci a questo cambio epocale.

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Dalle comunità marginali all’economia della risonanza”.

Perchè è così urgente cambiare strada?

Il prof Leonardo Setti nel suo intervento ci ha fatto vedere dei dati veramente allarmanti.

Se prendiamo in considerazione, ad esempio, i disastri ambientali ci accorgiamo come la curva logaritmica che così tanto abbiamo imparato a conoscere durante il covid “è già nella fase da lockdown”:

Nel decennio 1970-1980 abbiamo assistito a 462 eventi climatici catastrofici in Europa. Poco più di 46 all’anno.

Nel decennio successivo 1980-1990 ne abbiamo contati 1063. Poco più di 106 l’anno.

Nel decennio 1990-2000 ne abbiamo contati 3538 e cioè 353 l’anno.

Nel decennio 2000-2010 ne abbiamo contati 10262, siamo arrivati a 1026 l’anno.

Infine nel decennio 2010-2020 abbiamo raggiunto i 102536 eventi estremi. Siamo oltre i 10.000 l’anno.

Per il prossimo decennio ci dobbiamo aspettare oltre 400000 eventi. Ossia più di 40.000 l’anno.

Nel decennio che stiamo affrontando avremo, lo ripeto con altra scala, più di 109 eventi al giorno in Europa. Statisticamente un evento catastrofico ogni 4 giorni circa in Italia (considerando l’europa a 28 e tutti gli stati di uguale dimensione per semplicità).

Ogni volta che un temporale comparirà all’orizzonte avremo paura dei danni che possiamo subire, stiamo andando verso un vero lockdown climatico.

Uscire urgentemente dal fossile è l’unica strada

Il professor Setti, con dovizia di particolari, ci ha poi fatto vedere come l’uscita dal fossile non solo è urgente e necessaria per quello che abbiamo visto nel paragrafo precedente, ma è inevitabile perché il fossile a livello mondiale sta finendo.

Oggi le migliori prospettive ci dicono che non avremo petrolio e gas oltre il 2070, ma stiamo già provando la scarsità da carenza, oggi è sotto gli occhi di tutti il fatto che non ci sia gas per tutti. Acquistare e basare la propria economia su una risorsa sempre più scarsa è folle perché costringe le nostre imprese e le nostre famiglie a sostenere prezzi energetici abnormi ed inaffrontabili.

L’unica strada è uscire del fossile, in maniera più veloce possibile ed il problema rimane culturale, non tecnologico.

Comprendere le relazioni tra i produttori e come funzionano le reti

Come nasce una comunità energetica solare? Comprendendo le regole del gioco.

Setti ci ha fatto vedere i grafici della distribuzione dei consumi. Chi mi segue su YouTube sa benissimo che il 70% dei consumi ed il 99% delle utenze è direttamente o indirettamente appannaggio delle famiglie (utenze familiari, PMI e piccoli esercizi commerciali).

Queste utenze sono collegate tutte in bassa tensione, è qui che i nostri impianti fotovoltaici immettono energia. L’energia immessa in rete cioè viene fisicamente scambiata tra tutti noi senza che nessuno possa vietarlo. Ciò che viene vietato per legge è farci pagare per quello che produciamo. Chi ha un fotovoltaico è obbligato a stipulare un contratto con una società che, leggendo i dati del contatore, fattura.

In parole povere io che ho un impianto fotovoltaico quando produco in eccesso cedo la mia energia al mio vicino che la consuma. Questa è una legge fisica immutabile, è così da sempre e sempre lo sarà.

Ma il mio vicino non può pagare me (per legge), il mio vicino paga un terzo che non ha prodotto quell’energia. Questo sistema genera grandi profitti per le aziende del settore energetico e grandi costi per le famiglie e le PMI.

Perché una comunità energetica solare rompe questo meccanismo?

Le comunità energetiche solari hanno la forza di rompere questo meccanismo perché invertono il sistema: la produzione viene riconosciuta distribuita e non più centralizzata (o non totalmente).

Ogni cittadino entra in una sorta di gruppo di acquisto dove grazie alla tecnologia vede quando i proprietari di fotovoltaico hanno gli impianti in produzione e decide di “acquistare” l’energia da loro utilizzandola in quell’istante. È sufficiente cioè accendere un elettrodomestico quando la comunità energetica ha un eccesso di energia.

In realtà non servirebbe guardare ogni volta l’app che la comunità mette a disposizione, in breve si impara, ma il concetto è questo: imparo a consumare quando il mio vicino produce in eccesso scavalcando il gestore commerciale a cui mi appoggio e utilizzando l’energia locale.

Quando scrivo “scavalcando” non intendo che sarà possibile (almeno non al momento) superare l’attuale contrattualistica, ma sarà possibile superare il sistema di prezzi. Si perché l’energia che consumo non mi sarà contabilizzata (sarà di fatto a zero) o sarà contabilizzata e poi stornata dalla bolletta e quindi di fatto a zero.

Chi produce avrà ulteriori vantaggi per aver messo a disposizione la sua energia per la comunità sotto forma di incentivi di vario genere. Un modello win-win in cui tutti vincono:

  • Vince il produttore che vede valorizzata la sua energia
  • Vince il consumatore che utilizzando energia locale risparmia in bolletta
  • Vince lo stato che ottiene la reale ed agognata indipendenza energetica (quella vera non quella del gas)

Ora come nasce una comunità energetica a Ravenna?

1. Livellare le conoscenza

Come detto quello di ieri è stato il primo incontro di livellamento delle conoscenze. Abbiamo capito perché è così importante e perché è così urgente agire oggi dal basso.

Abbiamo capito la differenza tra comunità energetica è comunità solare.

Abbiamo capito e visto le bollette dei cittadini solari con il risparmio chiaramente espresso (per chi non c’era il prof. Setti ha fatto vedere la sua bolletta dello scorso anno con un risparmio annuale di 250€ dovuto al consumo in comunità)

2. Decidere un percorso

Nei prossimi giorni si terrà la prima riunione operativa.

Dopo aver fatto sedimentare le tante informazioni ricevute, ci vedremo per mettere insieme i dubbi, le domande, le certezze e decidere che strada intraprendere. Se necessario affronteremo nel dettaglio i percorsi pratici, i costi ed i vincoli dell’avviare una comunità energetica o una comunità solare e definiremo cosa, come e chi si occuperà delle prossime attività.

Il gruppo deciderà in che direzione andare.

Da parte mia occupandomi di progettazione partecipata e di sviluppo di reti di innovazione locale metterò a disposizione le mie competenze per evitare che queste riunioni siano riunioni di condominio dove si urla e non si decide nulla.

Verranno utilizzati strumenti di progettazione partecipata per cui i partecipanti verranno divisi in gruppi di interessi e inizieranno a lavorare concretamente per sviluppare quello che, sono sicuro, sarà un grande progetto per Ravenna e per i partecipanti.

3. Attuare un percorso

Prese le decisioni decideremo insieme chi si occuperà di cosa, in che tempi e con che risorse.

Abbiamo già avuto la proposta di varie aziende che intendono supportare il percorso sostenendone in parte o totalmente i costi. Ne cerchiamo altre per rendere il progetto sempre più veloce ed agevole per i cittadini, soprattutto quelli con maggiori bisogni o che rischiano la povertà energetica.

Abbiamo un buon numero di cittadini pronti a partire per questa avventura.

Abbiamo il pieno supporto del Centro per le Comunità Solari e, grazie al fatto che collaboro con loro da ormai più di 10 anni, ho messo a disposizione la mia esperienza e le relazioni nel settore dell’energia per fare da referente locale per i cittadini.

Inoltre come StrategieSociali.it abbiamo avviato un percorso di formazione sulle povertà energetiche concluso il quale potremo aprire a Ravenna (e questa comunità potrebbe essere il luogo di riferimento) uno sportello per l’assistenza sulle povertà energetiche. Un primo servizio gratuito per i cittadini che si trovano in difficoltà.

Il percorso non sarà certamente facile non ci illudiamo, ma l’entusiasmo visto ieri sera ci ha dato una carica enorme e siamo sicuri che il progetto partirà a brevissimo per poter avere già nel nuovo anno i primi riscontri in bolletta.

Come partecipare al percorso

Partecipare al percorso è molto semplice:

  1. Compila il modulo sotto, riceverai una o più email di allineamento, dove cioè ti racconteremo il percorso fatto
  2. Se conosci persone interessate dai loro questo link per potersi iscrivere: https://newsletter.strategiesociali.it/iscriviti-a-comunita-solari
  3. Partecipa alle riunioni
  4. Prendi le tue decisioni in autonomia
  5. Contribuisci come puoi al percorso
  6. Goditi i risparmi in bolletta

E ricorda:

  • NON dovrai cambiare gestore o contratto, non siamo broker non vendiamo energia
  • NON sarai vincolato a nulla, solo ciò che decideremo insieme sarà attuato e solo con chi ci sta
  • Questo percorso NON è sponsorizzato da aziende del settore energia che poi ci vincolano a proposte commerciali
  • Qualunque modalità dovesse in futuro essere richiesta per legge o dovesse risultare utile e necessaria sarà sempre decisa dal gruppo e NON ci saranno mai vincoli di adesione per nessuno di alcun tipo

Ti aspettiamo alla prossima riunione.

 

Il progetto Comunità Energetiche Solari

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