Come aprire un ecommerce? Scegliere il modello di business

Abbiamo visto come possa essere utile ed importante per un’attività oggi aprire un ecommerce e sviluppare soluzioni di smart working serio ed efficace. Questo può permettere a molte imprese di crescere o di essere più resilienti. Ma non è tutto oro ciò che luccica e non sempre le modalità su come aprire un ecommerce partendo da zero sono semplici e veloci.

Cerchiamo quindi di riassumere un modello di analisi del proprio business veloce e che ci porti ad una soluzione il più indolore possibile.

Un solo consiglio: lascia perdere le sirene tipo: come aprire un ecommerce per diventare ricco. Un semplice strumento non basta, altrimenti lo farebbero tutti no?

Come aprire un e commerce con una semplice analisi SWOT

Uno dei modi più efficienti e veloci per comprendere i punti salienti di un qualunque progetto e avviare la progettazione della azioni che lo portano al successo è l’analisi SWOT.

Semplice ed efficace, l’analisi SWOT può essere effettuata da tutti i membri del gruppo di lavoro. Come al solito ti consiglio di farlo su carta.

Effettuare l’analisi SWOT

Prendi un foglio e dividilo in 4 parti. Ora rifletti con il tuo gruppo di lavoro su come sia andato l’ultimo anno e riassumi le considerazioni del foglio.

Nella parte in alto a sinistra indica i punti di forza della tua impresa, nella parte in alto a destra i punti di debolezza. In basso inserisci a sinistra le opportunità che offre il mercato e che volete cogliere e a destra le minacce esterne che impediscono alla vostra azienda di crescere.

Bene fatto ciò metti da parte il lavoro, fai una piccola pausa. Riprendi la riunione e di nuovo fate un piccolo brainstorming. In questo caso rifletti su quale sia stata la molla che vi ha fatto venire l’idea di andare online con un ecommerce.

Ci sarà stato un momento in cui vi siete chiesti come aprire un ecommerce partendo da zero: quel momento, quelle riflessioni, quelle motivazioni devono essere l’oggetto di questa analisi SWOT.

Rifate una pausa per liberare la mente.

Prendete l’esercizio Persona, se non lo avete fatto fate una prima analisi della nicchia di clienti a cui volete rivolgervi. Individuate una nicchia precisa, puntuale ed omogenea: “tutti i clienti” non va bene, non è una nicchia.

Tutte le persone giovani, dinamiche, sportive con età compresa tra i 25 ed i 35, che amano la vita all’aria aperta è già una descrizione migliore. Ma potete fare di meglio.

Ora tenendo bene in mente il vostro cliente ideale, anzi mettendovi nei suoi panni, ripetete l’analisi SWOT pensando al vostro progetto. Pensate a come il potenziale cliente vi vede online, cosa pensa del vostro ecommerce e della vostra idea. Pensate a come aprire un ecommerce dal lato del potenziale cliente.

Come aprire un ecommerce: la sintesi

Ok ora abbiamo 4 analisi SWOT che ci descrivono da vari punti di vista come aprire un ecommerce e come sviluppare al massimo il vostro business.

Tagliate i fogli in 4 ed accorpate tutti i punti di forza, tutti i punti di debolezza e così via.

Cercate di riassumere e aggregare le varie voci in modo da trasformare i punti in azioni, soluzioni e problematiche da affrontare.

Ogni aspetto emerso deve diventare una o più attività da fare per ottimizzare o eliminare l’elemento stesso. Azioni concrete e quanto più possibile chiare. Di fatto il tutto deve diventare una sorta di elenco di cose da fare.

Prioritizzare le proprie azioni?

Ok, ma a me interessa come aprire un ecommerce perché tutte queste analisi?

Calma non ti far prendere dalla fretta.

Ora vedrai come aprire un e commerce in maniera guidata dal lavoro che hai fatto precedentemente. La prioritizzazione ti permette di trasformare una lista di pensieri e riflessioni in un vero e proprio piano di azione.

Come aprire un ecommerce: il piano operativo

Costruisci una tabella di tante righe almeno quante solo le azioni identificate nel precedente esercizio e costituita da 5 colonne.

Nella prima colonna scrivi le azioni che hai riassunto dopo l’analisi SWOT su come aprire un ecommerce.

Nella tre colonne successive dovrai dare un valore da 1 a 5 (o se preferisci a 10 o quello che credi) ai seguenti parametri: Impatto, Fiducia, Complessità.

Impatto: in questa colonna devi dare un valore in base all’impatto che la specifica azione può avere sul successo del tuo progetto. Ad esempio la scelta del modello di business (è un esempio, un’azione così generica in genere non va bene) ha sicuramente un alto impatto perché è uno dei driver del progetto stesso.

Più il valore è alto più l’azione impatta sulla riuscita del progetto.

Fiducia: Questo aspetto è riferito a te ed al tuo gruppo. Quanto pensi sia efficace il tuo percorso su come aprire un ecommerce? Quanto ti senti sicuro che ciò possa avere successo? Quanto le specifiche azioni possono essere realizzabili a tuo avviso? In altri termini: quanto sei confidente che tale azione possa essere realizzata?

Ad alti valori corrispondono azioni verso le quali ti senti fiducioso della riuscita. È un ponteggio soggettivo di puro istinto.

Semplicità: Quanto è facile/difficile tecnicamente o economicamente realizzare questa azione? Cerca di capire la complessità e difficoltà dell’azione. Inserire tutto il catalogo aziendale può essere un’azione complessa se hai migliaia di prodotti e nessun sistema di esportazione/importazione automatico o molto semplice se invece hai solo alcune decine di prodotti e/o hai un sistema automatico.

L’ideale sarebbe dare i punteggi in tanti (tutte le persone coinvolte nel gruppo di lavoro) e poi scrivere il punteggio medio in tabella.

Nella quinta colonna inserisci la somma dei tre valori precedenti. Hai ottenuto una lista di azioni utili su come aprire un ecommerce e sul percorso da fare per realizzare il progetto.

Ordina le azioni per numeri decrescenti ed avrai la tua prioritizzazione. Cioè le azioni con i numeri totali più alti saranno le prime da realizzare, le altre saranno le ultime.

Ripeti periodicamente l’esercizio dall’inizio.

Inizialmente quest’esercizio di frequente, man mano che l’esercizio non modificherà la tabella della zioni potrai allungare i tempi.

Ogni due o tre aggiornamenti di questa tabella ripeti anche il brainstorming precedente al fine di aggiungere altre voci alla tabella e mantenere le azioni sempre aggiornate e adeguate. Quando padroneggerai l’esercizio potrai evitare di fare l’analisi SWOT e procedere direttamente con la tabella delle priorità.

Questo esercizio è uno dei classici metodi di azione del Growth Hacking che utilizzo quando avviamo un progetto di impresa o presso un’impresa che vuole innovarsi. La conduzione con una guida è più strutturata, ma il modello qui descritto nel tempo si è dimostrato molto efficace nei miei clienti.

Le prime volte ti consiglio comunque un conduttore esperto. Sono molti gli elementi da prendere in considerazione per un risultato davvero efficace e un conduttore bravo può svolgere l’attività mentre forma un tuo dipendente.

Nell’esperienza abbiamo anche notato che la presenza di un conduttore esterno inizialmente facilita molto il clima. La presenza di un dirigente che svolge l’esercizio, ad esempio, può portare a risultati involontariamente pilotati o dirottati verso elementi di compiacimento del capo.

Se vuoi un nostro appoggio, anche solo iniziale, non esitare a contattarci utilizzando il modulo sotto.

Vuoi fare un test gratuito sulla tua realtà?

Per innovare la tua impresa devi attivare un preciso processo di analisi e verifica, test ed implementazione in produzione. Non puoi semplicemente acquistare una soluzione as is. Un processo di innovazione prevede passi specifici e per tutelare i tuoi investimenti non può essere una soluzione standard. Possiamo fare una prima analisi sulla tua realtà verificando il tuo livello di partenza e il tuo posizionamento sul mercato. Se vuoi confrontarti con noi in maniera gratuita, non esitare ad iscriverti alla nostra Accademy dell’Innovazione. Oppure scrivici usando il modulo sotto.

Non tutti sono pronti per innovare, non ci rimanere male se ti diremo che non lo sei

Come aprire un e commerce

Analisi della situazione

Definire le azioni da fare e prioritizzarle

Scegliere il modello di business e di tecnologia

Individuare le azioni di mantenimento

Individuare il modello di business per l’ecommerce

Ma fisicamente come aprire un ecommerce?

Le soluzioni per attivare fisicamente il tuo ecommerce sono tante e non mi dilungherò su questo perché online trovi tantissimi approfondimenti. I punti da prendere in considerazione però sono i seguenti:

  • Market place: sistema online già strutturato e definito a cui ti basta aderire. I più famosi sono Amazon, Ebay, Alibaba e molti altri
  • Self hosted: soluzione da gestire “in casa”. Scarichi il software e lo installi su uno spazio web che sia su tua macchina o in hosting
  • Saas/proprietario: prodotto offerto/sviluppato da un’agenzia. Può essere offerto come servizio o come software da acquistare

Come aprire un ecommerce su un market place

Aprire un ecommerce su un market place è in genere una procedura relativamente semplice. Dopo la fase di registrazione e le opportune verifiche dei dati inseriti ti sarà possibile definire una pagina “venditore” e caricare i prodotti.

In genere dovrai anche selezionare i metodi di vendita, le tipologie di logistica tra quelle disponibili (magazzino presso il market place, presso di te, corrieri disponibili,…).

Come ultimo punto chiave da gestire dovrai affrontare il tema delle relazioni con i clienti e quindi gestione dei reclami, dei resi, degli sconti e delle offerte e così via.

Alcuni market place richiedono varie procedure di riconoscimento e certificazione, altri sono meno esigenti da questo punto di vista. Dove previste, attua tutte le procedure di certificazione possibili perché hanno un peso importante.

A questo punto sembrerebbe tutto finito. Sbagli, il lavoro duro arriva ora.

Dovrai cercare di comprendere il funzionamento degli algoritmi del market place per poterti posizionare e competere con i concorrenti. Ognuno attua politiche differenti e quindi lo studio continuo ed i test sono fondamentali.

L'Accademy dell'Innovazione come risposta

Il COVID19 ha introdotto alcuni elementi di criticità nel modello sociale ed economico che abbiamo costruito nel precedente secolo da renderci impossibile proseguire come se niente fosse. Molte cose sono cambiate e cambieranno in questi mesi. Un professionista o una PMI non può permettersi un tempo o un investimento in ricerca e sviluppo importante, ma senza innovarci oggi rischiamo di chiudere in pochi mesi. Ecco perché, grazie alla nostra esperienza in centri per l’innovazione, incubatori e co-working, abbiamo pensato ad una community generativa di soluzioni.

L’Accademy dell’Innovazione è esattamente questo. Una community dove possiamo crescere e sviluppare insieme soluzioni incrementali per le nostre imprese. Piccoli passi per crescere insieme. Nessun costo insormontabile, ma la ricchezza di relazioni di valore. E se vuoi capire se aprire un ecommerce è la strada giusta per te, l’accademy può essere il luogo dove scoprirlo, insieme ad altri professionisti e consulenti.

Come aprire un ecommerce in self hosting

Molti operatori economici non amano affiliarsi ai market place e come aprire un ecommerce in self hosting diviene il problema pricipale.

In questo caso, per scegliere la piattaforma, devi tenere in considerazione il numero di prodotti, il bacino di vendita di tuo interesse, le tue capacità di investire nel breve medio e lungo periodo.

Il self hosting affascina perché ci si sente liberi dalla “schiavitù” degli algoritmi delle grandi piattaforme e non si devono pagare percentuali per arricchire altri. Queste due molle spesso sono decisive per la scelta.

Ma un ecommerce in self hosting rischia di essere un problema se non adeguatamente analizzato. Vediamo quindi come aprire un ecommerce in self hosting senza farsi del male.

La scelta della piattaforma

Le piattaforme di ecommerce sono migliaia, puoi orientarti verso soluzioni Open Source (mio consiglio) come:

  • Woocommerce: consigliato soprattutto se non hai un catalogo infinito e vuoi collegarti ad un blog con WordPress sfruttandone la potenza della SEO e non solo. Per numero di installazioni al mondo è secondo solo a Magento a cui continua a rubare fette di mercato. Il suo punto di forza è la semplicità di uso e configurazione.
  • Prestashop: un ecommerce completo e abbastanza complesso, adatto soprattutto a medie e grandi aziende. Permette una ricca personalizzazione anche grazie ad un grande numero di moduli. Consigliato almeno all’inizio un corso o un professionista, è valida naturale alternativa a Magento e Odoo in termini di minore complessità.
  • Magento: un ecommerce completo, complesso e ideale per grandi soluzioni. Ad oggi la piattaforma più utilizzata. Non è semplice da gestire, ma molto robusto e completo. D’obbligo un tecnico specializzato o un buon corso.
  • Odoo: un vero e proprio ERP con soluzioni avanzate. Una soluzione ottima per una grande impresa anche come supporto allo smart working e a tutti i processi aziendali. Usarlo solo come ecommerce è uno spreco. Vale quanto scritto per Magento in termini di complessità, quindi un buon tecnico ed un buon corso sono quasi obbligatori.

Tra queste piattaforme probabilmente e a nostro parere, per la stragrande maggioranza dei nostri lettori la soluzione da prendere in considerazione è Woocommerce che nel mercato italiano è forse il sovrano incontrastato.

I vantaggi di Woocommerce sono:

  • È un plugin di WordpPress e quindi presenta tutti i vantaggi di questa piattaforma: SEO, migliaia di plugin, aggiornamenti costanti,…
  • Facile da installare e configurare
  • Molto versatile e scalabile
  • Formazione facile grazie alla grandissima documentazione online anche in italiano
  • Un gran numero di tecnici a buon mercato per configurazioni e personalizzazione più avanzate

Non approfondiamo le soluzioni in Saas e/o comunque proprietarie. Non crediamo in questi modelli di sviluppo in generale, ancor meno per un ecommerce e per le piccole e medie imprese.

Giudichiamo un errore legarsi fortemente ed in esclusiva ad uno sviluppatore e rischiare una migrazione ad altre soluzioni quasi impossibile.

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