C’è realmente bisogno di sviluppo sostenibile?

Prima di passare con degli esempi concreti di sviluppo sostenibile oggetto di questo articolo sono doverose alcune premesse per comprenderne al meglio il senso.

Questo articolo nasce come stimolo da un dibattito avviatosi ad inizio estate 2020 in Romagna sull’esigenza e sull’opportunità di parchi eolici off shore davanti alle coste romagnole. Seguirà un contributo specifico sul progetto.

Dopo la presentazione dello studio di fattibilità di un parco eolico off-shore al largo di Rimini, la Regione Emilia-Romagna nella persona dell’assessore al turismo e del presidente hanno espresso forti perplessità sulla necessità di tale parco, reo di causare danni al turismo.

In tanti siamo intervenuti sul tema e con particolare forza Legambiente Emilia-Romagna a favore del parco ed Italia Nostra contraria alla sua realizzazione.

In questo articolo vorremmo approfondire il tema della sostenibilità, reale, cercando di utilizzare il progetto del parco come  esempio di un modello di sviluppo.

Vorremmo anche valutare come esso può essere paradigmatico di ben 6 esempi pratici di sviluppo sostenibile attuabili e praticabili oggi.

Vorremmo cioè presentare al decisore pubblico qualche idea ed esempio di modelli di sviluppo che non sono “alternativi” allo sviluppo classico consumistico, ne sono proprio opposti. Un ulteriore spunto sul piatto della riflessione.

Ricordando che lo sviluppo “as usual” è scientificamente provato essere la causa del declino ambientale, sociale ed economico della nostra società.

Siamo ad un bivio e si richiedono decisioni forti. Non è un momento per persone senza coraggio.

La tua responsabilità per lo sviluppo sostenibile

Io posso fornirti tutti gli esempi concreti di sviluppo sostenibile al mondo, se tu non ci metti la volontà è tutto inutile.

Partiamo con un nuovo progetto. Cerchiamo insieme di combattere il riscaldamento globale e raggiungere la carbon neutrality

Ricorda però che ho scritto insieme. Inutile leggere articoli, commentarli al bar e non agire. Oggi devi fare la tua parte. Iscriviti al mio canale, impara e diventa più sostenibile.

Dallo sviluppo sostenibile al progresso sociale

Molti studiosi da tempo fanno notare come “sviluppo sostenibile” sia un ossimoro. Sviluppo sottintende la crescita indefinita e quantitativa che non può essere sostenibile proprio perché attuata in un sistemi chiusi, finiti e fragili (la terra e la società umana).

Sempre più sarebbe opportuno parlare e riferirsi a progresso sociale invece che a sviluppo sostenibile. Dove per progresso si intende la crescita delle opportunità. Sociale perché la società umana è un elemento che DEVE essere in equilibro con l’ecosistema del pianeta e con il suo ecosistema intrinseco (relazioni sociali) per sopravvivere.

Si tratta di invertire il concetto stesso dell’economia basata sul PIL. Un esempio classico è che il PIL considera come ottime le guerre e le catastrofi perché si investe. Altri indicatori invece considerano importanti gli investimenti in cultura, economia circolare, salute, tempo libero e tutte le forme di lavoro/produzione che creano esternalità positive.

Non ciò che produce solo soldi, ma ciò che produce miglioramento e benessere collettivo.

Un parco eolico come esempio di sviluppo sostenibile

L’antefatto che mi porta a riflettere pubblicamente su esempi concreti di sviluppo sostenibile realmente attuabili a livello regionale è di un anno fa.

Il 6 agosto 2019 la regione Emilia-Romagna ha votato la dichiarazione di emergenza climatica, che è stata presentata dal presidente Bonaccini con una affermazione molto forte: “Ancora più impegnati nella sfida globale al cambiamento climatico“.

Il punto chiave di questa dichiarazione è l’obiettivo che la regione si è data sulla produzione di elettricità: il 100% di energia da rinnovabili entro il 2035. Un impegno in linea con le reali opportunità offerte dal mercato, i trend attuali dei paesi più virtuosi a cui la regione di solito si ispira, gli obiettivi concreti di lotta al riscaldamento globale.

Non stiamo parlando cioè di obiettivi fantasiosi, ma di reali numeri raggiungibili con sforzi concreti, ma non esageratamente innovativi o lungimiranti. Poco più del minimo sindacale, in un paese che il minimo sindacale non lo vede spesso nemmeno con il binocolo, intendiamoci.

Gli esempi concreti di sviluppo sostenibile proposti dalla regione sono quindi raggiungibili. Bene. Ma come? A che prezzo? Vediamo la realtà con i nostri occhiali, a voi commentare, supportare o confutare la nostra personale visione.

esempi pratici di sviluppo sostenibile

1. Perforazioni e investimenti in Oil&Gas

Abbiamo già affrontato il tema dell’Oil&Gas e di come esso sia il grimaldello per bloccare l’attuazione di esempi concreti di sviluppo sostenibile in regione e non solo.

Continuare a dipendere dall’Oil&Gas vuol dire affidarsi a tecnologie e risorse che non garantiscono il futuro a noi (economicamente parlando) ed al pianeta intero. Ma andiamo su esempi pratici di sviluppo sostenibile locale e contestualizziamo il tutto.

L’Emilia-Romagna ha nel comparto industriale dell’off-shore importanti risorse economiche. Tale comparto è ricco di know-how che non possiamo disperdere, è un comparto con discreta intensità lavorativa. Un comparto quindi strategico. Come possiamo conciliare ciò con il futuro?

Tale comparto deve oggi ripensarsi ed essere aiutato, dalla regione e dallo stato, a riconvertirsi. Ci sono esperienze e competenze enormi nella costruzione di strutture off-shore per l’estrazione. Competenze che sono immediatamente riconvertibili nella costruzione off-hore di impianti a FER, piattaforme logistiche a basso impatto, altre strade ancora inesplorate.

2. Gli esempi concreti di sviluppo sostenibile vanno attuati

Un grave problema del decisore politico medio italiano è che prende decisioni sui sondaggi e non sulle competenze. Le competenze rimangono spesso un elemento di sfondo, quando ci sono.

Porsi l’obiettivo della produzione di corrente elettrica 100% sostenibile al 2035 è un modo per darsi un obiettivo serio e raggiungibile. Però tale obiettivo non si potrà attuare a partire dal 2034, va messo in cantiere oggi, anzi andava messo in cantiere ieri.

Per realizzare un impianto eolico di grandi dimensioni in Italia ci vogliono circa 10 anni tra iter autorizzativo e realizzazione. Se nascono in parallelo (e spesso nascono) comitati, richieste di referendum ed altre problematiche locali l’impianto non riesce a vedere luce prima dei 10 anni.

Siamo nel 2020, partire oggi con un impianto vuol dire arrivare a metterlo in opera nel 2030. Stiamo parlando di un solo impianto. Dovremmo averne oggi, in questa fase, moltissimi per poter centrare gli obiettivi che la regione si è data.

Stesso discorso dicasi per il fotovoltaico. I tempi sono inferiori, ma comunque un grande impianto fotovoltaico prima di 3-4 anni rischia di non riuscire a vedere la luce. Siamo quindi punto e a capo. E dire che di capannoni industriali da ristrutturare e riconvertire ne avremmo…

Darsi degli obiettivi vuol dire costruire un piano per realizzarli e quindi strutturare delle azioni conseguenti, stanziare i fondi per realizzare tali azioni, strutturare la macchina amministrativa per rendere questi percorsi funzionali.

Ciò vuol dire predisporre esempi pratici di sviluppo sostenibile per la propria regione, esempi che possono essere realizzati nei tempi e nei modi prefissati.

Il più importante modo per produrre soluzioni sostenibili è quindi uno: smettere di parlare, ascoltare i tecnici, agire oggi con mentalità imprenditoriale (mirata al fare e non al dire).

3. L’eolico come uno degli esempi concreti di sviluppo sostenibile

L’eolico rappresenta da sempre uno degli esempi pratici di sviluppo sostenibile nella produzione di energia.

Tra tutte le tecnologie sul mercato in ambito FER è quella che presenta il ciclo di vita più sostenibile in quanto una turbina eolica è fatta in gran parte da materiali riutilizzabili.

La manutenzione di un impianto eolico è in linea con gli impianti che presentano organi in movimento ed in mare richiede certamente soluzioni più attente, ma si tratta comunque di interventi che non producono impatti notevoli a causa delle piccole quantità di materiali in gioco.

La produzione di energia elettrica in mare, grazie alle reti presenti già in Adriatico, può essere trasportata a terra sfruttando parzialmente le infrastrutture esistenti.

La quantità di energia prodotta da un moderno impianto eolico in uno-due anni bilancia i costi ambientali necessari a produrre, manutenere, smantellare e smaltire tutto l’impianto. Ma l’impianto produce energia verde per almeno 20 anni. Almeno, poi c’è l’opportunità del revamping (ammodernamento sfruttando parzialmente le opere esistenti).

Per legge il costruttore deve preventivamente mettere a disposizione della pubblica amministrazione una somma necessaria a smaltire integralmente l’impianto a fine vita. Ciò per evitare truffe o progetti “furbetti“.

Da ultimo uno degli esempi concreti di sviluppo sostenibile è legato all’indotto che un parco eolico può creare.

Si avviano attività lavorative nell’indotto legato all’installazione, manutenzione e smaltimento delle turbine. Attività che richiedono competenze per il lavoro off-shore. Competenze nelle quali le aziende della nostra regione sono leader mondiali.

Esempi pratici di sviluppo sostenibile indiretti

Un parco eolico off-shore di grandi dimensioni rappresenta un attrattore di economia interessante, se correttamente progettato ed inserito nel tessuto industriale locale.

Per prima cosa abbiamo visto che può recuperare forza lavoro e know-how dalle aziende dell’off-shore per la sua costruzione, installazione, gestione e smantellamento.

Secondo punto molto interessante è legato ad un piccolo indotto turistico legato al fascino che queste turbine possono avere. Non è raro vedere come nascano piccole attività turistiche legate alla navigazione ed allo studio di tali turbine. Attività sia a livello didattico che turistico in senso ampio.

Se guardiamo al mondo della pesca vediamo come gli impianti eolici sono ancora esempi concreti di sviluppo sostenibile che apportano vantaggi sinergici ad altri settori. Le aree del parco verranno ovviamente interdette parzialmente alla pesca ed allo sfruttamento del mare in maniera intensiva. È risaputo che la creazione di aree di protezione favorisce lo sviluppo ecologico e quindi anche l’aumento del pescato nelle aree limitrofe.

Il turismo subacqueo è un altro dei tanti esempi pratici di sviluppo sostenibile che si possono attivare localmente. Sempre con riferimento al punto precedente le aree di riserva divengono potente attrattore per questo tipo di turismo, turismo tipicamente altospendente e spesso destagionanalizzato rispetto alle stagioni tradizionali romagnole.

Un’altra peculiarità e ricchezza economica del territorio della regione è l’allevamento di prodotti ittici. Gli impianti eolici off-shore sono uno degli esempi di sviluppo sostenibile di impianti di itticoltura, mitilicoltura e simili che si conoscono. Senza particolari sforzi si possono utilizzare le aree interdette per questo tipo di attività industriale.

Solo alcuni esempi concreti di sviluppo sostenibile attivabile grazie al volano di un parco eolico.

Il problema dell’inserimento paesaggistico

Inutile negare che tutto ciò che l’uomo realizza deturpa il paesaggio. Al netto delle considerazioni sulle scelte delle tipologie di turbine che possono drasticamente ridurre l’impatto visivo possiamo affermare con cognizione di causa che raramente un paesaggio romagnolo gode di una vista prettamente naturale.

L’inserimento nella skyline di elementi industriali è sempre stato uno dei fattori caratterizzanti il territorio italiano in genere. Tralicci, ripetitori, torrette metalliche ed elementi infrastrutturali di vario genere sono presenti ovunque. Ciò non vuol dire che se scempio è stato scempio deve continuare ad essere.

L’eolico però è un elemento che nella percezione umana rappresenta la pulizia e il futuro (basti guardare come viene utilizzato nelle promozioni pubblicitarie ad esempio). In particolare l’eolico è un elemento presente e costante nel paesaggio del nord Europa, bacino di provenienza del principale turismo del territorio.

Se da una parte è necessaria quindi e doverosa una fase di analisi e studio approfondito e tecnico, un corretto inserimento paesaggistico, una doverosa analisi delle alternative, dall’altra parte è doverosa anche una attenta analisi delle opportunità bandendo i no aprioristici e decontestualizzati dalle caratteristiche tecniche oggettive.

4. La mobilità elettrica è uno degli esempi pratici di sviluppo sostenibile da fare oggi

Seppur con un buon vantaggio su molte regioni italiane l’Emilia-Romagna annaspa nella produzione di una reale rete di ricarica e di servizio per auto elettriche. Parliamo di uno degli esempi concreti di sviluppo sostenibile più importanti oggi, perché creano cultura e cambiano il modo stesso di vivere delle persone.

Non entriamo nel dettaglio degli aspetti tecnici della mobilità elettrica, ne abbiamo già parlato in un nostro post che ha destato grande interesse. Sicuramente se come cittadino vuoi contribuire con esempi pratici di sviluppo sostenibile, l’acquisto di un’auto elettrica è uno dei passi più importanti che puoi fare.

Nell’articolo precedente elenchiamo molti aspetti tecnici utili per una scelta oculata e consapevole. Esempi pratici di sviluppo sostenibile che possono cambiarti la vita e salvare un po’ di soldi dal tuo portafogli.

Ma per diffondersi le auto elettriche necessitano di una buona rete di ricarica elettrica distribuita sul territorio in maniera intelligente e con potenze adeguate. Se da una parte ci sono attori privati che si muovono con grande oculatezza (Ionity, Tesla ed altri), dall’altra ci sono attori che stanno rischiando di distruggere il mercato (oltre che se stessi).

Vediamo cosa vuol dire, secondo noi, fare della mobilità elettrica uno degli esempi concreti di sviluppo sostenibile per una regione moderna.

Una rete di ricarica moderna è uno degli esempi pratici di sviluppo sostenibile da attuare subito

Sfatiamo subito alcuni miti.

Il rendimento di motore elettrico è superiore al 90%. Quello di un motore endotermico si aggira, in linea teorica, tra un terzo ed un quarto. Rendimento che non raggiunge quasi mai nella realtà.

Ecco il primo e più importante degli esempi pratici di sviluppo sostenibile oggi: passare a motori elettrici triplica almeno il rendimento del lavoro che una macchina deve fare, con conseguente riduzione di consumi, sprechi e inquinamento.

Secondo aspetto: almeno il 30-40% dell’energia prodotta in Italia deriva da fonti rinnovabili. Lo 0% dell’energia prodotta da gas o derivati dal petrolio è rinnovabile.

L’energia prodotta da fonte non rinnovabile in Italia è quasi totalmente prodotta da gas metano in grandi centrali. Il metano è meno inquinante dei derivati del petroli. Una grande centrale è enormemente più efficiente e meno inquinante della somma di milioni di piccole caldaiette (auto) di pari potenza. Inoltre è dotata di filtri e sistemi di controllo molto più accurati ed efficienti di qualunque auto diesel o benzina.

È indubbio che promuovere la mobilità elettrica quindi vuol dire attuare uno degli esempi concreti di sviluppo sostenibile oggi più importanti ed immediati che si possano attuare.

In questo la regione Emilia-Romagna è poco attiva. È presente sul territorio una ricca rete Enel che però è poco efficiente, a bassa potenza e mal concepita. Sarebbe invece quantomai opportuno incentivare i sistemi di ricarica domestica e la diffusione di stazioni di ricarica ad elevata potenza per rendere il viaggio elettrico semplice e funzionale.

Un vantaggio per tutti perché avremmo l’opportunità di ridurre drasticamente inquinamento atmosferico ed acustico nelle città e nei centri storici.

Modelli ed esempi concreti di sviluppo sostenibile attuabili oggi.

5. Esempi pratici di sviluppo sostenibile nel turismo

Sempre nel dibattito sul parco eolico si è citato il turismo e le coste romagnole come elemento da tutelare. Giusto corretto. Ma suona molto strana questa affermazione, quasi dissonante rispetto al rumore di fondo delle dichiarazioni degli stessi attori politici.

Le piattaforma e le perforazioni non vengono mai viste come un problema. A Ravenna è presente una piattaforma (Angela Angelina) nota per i numerosi problemi che causa e a distanza ravvicinata alla costa. A volte sembra quasi di toccarla e di poterci arrivare a nuoto.

Piattaforma oggetto di numerose polemiche e diatribe. Allora la domanda sarebbe fin troppo semplice: quando questa piattaforma sarà dismessa? Quale la posizione concreta della compagine politica? Obiettivi, target, risorse, responsabilità….

Ora in un piano organico di gestione delle infrastrutture off-shore in cui l’eolico potrebbe rappresentare uno dei principali esempi concreti di sviluppo sostenibile e le piattaforme un elemento di appoggio e con un orizzonte di vita definito si potrebbe dare spazio a tutte le risorse per una reale transizione.

Le transizioni si fanno però se si ha ben chiaro il punto di partenza, il percorso da fare, il punto di arrivo. E soprattutto se si parte. Inutile affermare che gli impianti a FER sono i principali esempi concreti di sviluppo sostenibile da attuare, ma dobbiamo avere un reale piano di sviluppo.

Raccontaci le tue esperienze

Le soluzioni e gli esempi di sviluppo sostenibile sono tanti quanti sono gli abitanti del pianeta. Ognuno di noi può trovare idee e soluzioni innovative per tutelare l’ambiente ed il pianeta. Raccontaci le tue esperienze, le tue semplici e piccole azioni, i grandi progetti che segui.

Aiuta gli altri a fare di più. I suggerimenti interessanti saranno pubblicati nelle specifiche sezioni. Se vuoi rimanere aggiornato registrati sotto, riceverai un’email con le novità del sito solo sui temi di tuo interesse. Niente spam.

6. Modelli di sviluppo sostenibile

Se si vuole davvero percorrere il viaggio verso la salvaguardia del pianeta, ricordando che l’alternativa non esiste, bisogna quindi procedere oggi con scelte drastiche.

La cosa che spesso ci fa sorridere amaramente e che è provato da decine di studi internazionali: la strada verso la sostenibilità crea più posti di lavoro, crea soluzioni economiche più convenienti, permette uno sviluppo territoriale più organico e resiliente delle soluzioni e tecnologie più impattanti.

Attuare modelli di sviluppo sostenibile conviene oggi e converrà domani. Ma attuarle oggi è l’unico modo per provare a garantirsi un domani.

Il problema grave è però la cultura ed il coraggio della nostra classe politica. Cultura e coraggio che mancano in maniera incredibile proprio lì dove servirebbe.

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